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TENNIS ATP/ Gli Oscar al 2015: Djokovic senza rivali, delusione Nadal, Murray e la Gran Bretagna nella storia

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Novak Djokovic, 28 anni, numero 1 del ranking ATP (Infophoto)  Novak Djokovic, 28 anni, numero 1 del ranking ATP (Infophoto)

TENNIS ATP 2015, GLI OSCAR ALLA STAGIONE MASCHILE - Una lunga stagione di tennis si è conclusa ufficialmente a novembre, con la finale di Coppa Davis. Un anno appassionante con tanti tornei: conferme, sorprese, rivelazioni e momenti da ricordare. Come sempre l’avvicinarsi di Natale e capodanno è l’occasione giusta per un riassunto di quanto abbiamo visto; a gennaio scatterà la nuova stagione, e quindi abbiamo scelto di dare gli Oscar al 2015 del tennis ATP, provando a inscatolare in poche righe undici mesi di emozioni. 

MIGLIOR GIOCATORE - Non c’è dubbio alcuno che Novak Djokovic sia stato il signore incontrastato della stagione. Ha difeso la prima posizione mondiale addirittura incrementando il suo vantaggio; ha vinto 11 titoli, 9 dei quali Slam o Master 1000 con la ciliegina finale delle ATP Finals, per il quarto anno consecutivo. Tre volte campione a Wimbledon (come il suo coach Boris Becker), ha dato una sensazione di onnipotenza che i suoi avversari dovranno ora scalfire, senza sapere troppo bene da dove cominciare. Unico neo: aver fallito il Grande Slam di calendario, con quella finale del Roland Garros persa da Wawrinka. Avesse completato l’opera, sarebbe comunque cambiato poco nella percezione che oggi si ha di lui: un dominatore. 

IL PIU’ MIGLIORATO - Una corsa tra due giovani di cui sentiremo ancora parlare. Dominic Thiem, austriaco di 22 anni, ha vinto i primi tre titoli ATP della carriera ed è entrato nella Top 20 del ranking mondiale; Jack Sock, un anno in più, finora aveva fatto strada nel doppio ma il 2015 lo ha visto trionfare sulla terra di Houston e arrivare fino al numero 26 della classifica. Thiem è mancino e gioca il rovescio a una mano come ormai pochi fanno nel circuito; Sock si fa largo grazie alle doti tecniche sviluppate nel doppio (nel quale fa coppia con Vasek Pospisil). Il 2016 potrebbe consegnarceli ancora più forti.

LA SORPRESA - Difficile dirlo, in una stagione lunga un anno. Se parliamo di giocatori, è forse giusto nominare innanzitutto David Goffin. Certo, era già numero 22 a fine 2014; ma era passato inosservato ai più. Oggi ha scalato appena 6 posizioni, ma ha spinto il Belgio alla finale di Coppa Davis e nei tornei che contavano ha sempre fatto strada. Deve migliorare in personalità e capacità di attaccare i momenti decisivi, ma già in questo 2015 ha attentato la Top Ten e ha tutte le intenzioni di riprovarci. 

LA DELUSIONE - Anche in questo caso esprimersi è difficile. Due nomi su tutti: Milos Raonic sembrava avviato a vincere titoli importanti e dare fastidio ai big; un infortunio al piede e il suo gioco monotematico fatto di servizio e dritto lo hanno invece bloccato in un vortice di risultati negativi, con la conclusione di scendere al numero 14 del ranking. E poi Rafa Nadal: d’accordo tutti i problemi che ha avuto, ma da uno come lui ci si aspetta sempre la zampata del leone. L’ultima parte dell’anno ci ha riconsegnato un maiorchino vicino a quello scintillante di un tempo, eppure ancora lontano; lui stesso ha detto di non avere più di due-tre anni di carriera davanti a sè, staremo a vedere.

IL MOMENTO - Ne scegliamo due. Il primo non può che essere la vittoria del Roland Garros da parte di Stan Wawrinka: allo svizzero non veniva data una singola chance contro Djokovic, e invece Stan the Man ha trionfato vincendo il secondo Slam della carriera, e impedendo al numero 1 di completare quello che sarebbe stato il Grande Slam di calendario. 



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