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ALESSANDRIA CALCIO/ Coppa Italia, gli eroi della cavalcata: e ora il Milan…

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Angelo Gregucci, 51 anni, allenatore dell'Alessandria (INFOPHOTO)  Angelo Gregucci, 51 anni, allenatore dell'Alessandria (INFOPHOTO)

...agonismo e corsa, ovvero le doti che fecero grande nel passato l'Alessandria. Va infatti ricordato come il sodalizio piemontese sia stato una stella di prima grandezza del calcio italiano negli anni tra i due conflitti mondiali. Nel corso degli anni '20 i grigi produssero una lunga serie di atleti capaci di vestire la casacca della nazionale italiana, a partire da quell'Adolfo Baloncieri che dopo essersi rivelato ad Alessandria, andò a costituire il trio delle meraviglie al Torino insieme a Libonatti e Rossetti.

Altro grande fuoriclasse forgiatosi con la maglia dei grigi fu poi quel Giovanni Ferrari che sarebbe negli anni '30 diventato una colonna della Juventus e della nazionale che vinse i Mondiali del 1934 e 1938. Non va poi dimenticato Luigi Bertolini, altro punto di forza della nazionale di Pozzo, mediano capace di rompere il gioco avversario e di impostare il proprio con analoga efficacia e ultimo epigono di una scuola dominante nel periodo in questione. Oltre a loro vanno poi ricordati una lunga serie di giocatori ormai entrati nel mito, a partire da Avalle, Cattaneo e Banchero.

Nella seconda metà degli anni '30, con l'avanzata del professionismo, l'Alessandria perse però a poco a poco l'efficienza dimostrata nel decennio precedente e dovette adeguarsi ad una nuova dimensione, quella della provinciale di lusso, detenuta sino alla fine degli anni '60. Una dimensione che vide il club piemontese ancora protagonista in Serie B, prima di affondare definitivamente nel calcio semiprofessionistico, dal quale non è più riuscito a risollevarsi. Ora, però, proprio le imprese inanellate in questa edizione di Coppa Italia sono finalmente riuscite a riportare i grigi alla ribalta, facendo nuovamente parlare di un sodalizio che ha scritto alcune delle pagine più belle del calcio italiano dei pionieri.

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