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BICI-MOTORINO / Van Den Driessche piange: non è la mia!

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BICI-MOTORINO, VAN DEN DRIESSCHE SI DIFENDE IN LACRIME - Femke Van den Driessche si difende dalle accuse ricevute per la bici-motorino, e lo fa mentre piange, intervistata dalla testata online Sporza. I fatti: prima della gara femminile Under 23 ai Mondiali di ciclocross - a Zolder in Olanda - la bicicletta di Femke Van den Driessche è stata sequestrata a seguito di un controllo a sorpresa. Il motivo? Sul mezzo è stato trovato un “motore”. Per la cronaca Evie Richards ha vinto la gara, mentre la povera belga è stata logicamente squalificata. Oggi, provando a spiegare la sua versione dei fatti, ha spiegato alla testata online del suo Paese - come riporta Ansa - ha detto che “la bicicletta non è la mia, è di un amico che ogni tanto si allena con me. Ha una bici identica alla mia, ignoravo che usasse un motore”. Come sia finita in mano a lei, quella bicicletta incriminata, non è dato saperlo; lei stessa parla di un “malinteso con il mio meccanico”, ma il mistero resta. La Van den Driessche ha confidato di non essere spaventata per l’inchiesta, ma “temo per la mia carriera, so che potrebbe essere finita anche se spero di avere una seconda possibilità”. Stando alle dichiarazioni di Brian Cookson, presidente Uci, in teoria no: “La frode tecnologica è inaccettabile, vogliamo che chi pensa di usare questi trucchi capisca che nasconderli a lungo è impossibile”. Cookson ha parlato di controlli a sorpresa effettuati per tutta la stagione, rivelando che ce ne saranno altri. “Abbiamo anche stabilito un insieme di regole che ci permettono di agire, così come la sperimentazione di nuovi metodi di rilevazione”.

(Claudio Franceschini)



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