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Federico Pellegrino/ Sci di fondo, il campione delle sprint di racconta (Coppa del Mondo, oggi 3 febbraio 2016)

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Federico Pellegrino festeggia la vittoria a Dobbiaco (da Facebook)  Federico Pellegrino festeggia la vittoria a Dobbiaco (da Facebook)

FEDERICO PELLEGRINO, SCI DI FONDO: IL CAMPIONE DELLE SPRINT SI RACCONTA (COPPA DEL MONDO, OGGI MERCOLEDI' 3 FEBBRAIO 2016) – Oggi con la gara sprint a tecnica classica di Drammen, in Norvegia, riparte la Coppa del Mondo di sci di fondo. Anche se questa non è la sua tecnica preferita, sotto i riflettori ci sarà il nostro Federico Pellegrino: leader della classifica di specialità, già vincitore di quattro gare individuali in stagione che l'hanno reso il fondista italiano più vincente di sempre in Coppa davanti a un campione quale Pietro Piller Cottrer arrivando a quota sette in carriera, ha vinto anche la sprint a coppie con Dietmar Noeckler nel perfetto weekend di Planica, dove il sabato ha vinto la gara individuale e la domenica ha concesso il bis in coppia. In poche parole un campione che tutti ci invidiano, un campione che a soli 25 anni potrebbe regalare grandi soddisfazioni al fondo azzurro. Ecco come vive la stagione della definitiva consacrazione il diretto interessato: Federico Pellegrino si racconta in esclusiva per IlSussidiario.net.

Stai vivendo una grande stagione, da dove vengono questi successi? Mi alleno dalle 2 alle 5 ore al giorno, poi cerco sempre di fare una vita da atleta. Penso sia fondamentale per ottenere buoni risultati. Quando finisce la stagione, mi fermo per 15 giorni e poi riprendo ad allenarmi da metà aprile.

Adotti un particolare tipo di allenamento? Cerco sempre di fidarmi del mio staff, credo che sia la prima cosa da fare per avere successo in questo sport.

Quanto conta la preparazione mentale invece? E' molto importante, soprattutto per chi gareggia nello sprint, dove passa molto tempo dalla qualifica alla prova finale, passando per i vari turni. Nelle quattro ore complessive cerco sempre di mantenere una concentrazione molto alta.

Sei diventato l'italiano più vincente di sempre in Coppa del Mondo... Vero, ma ho davanti a me ancora tanti campioni, dovrò fare tanta strada, dimostrare tante volte le mie qualità. Voglio continuare così per il momento, poi si vedrà.

Hai vinto anche la Team Sprint con Noeckler recentemente... Con lui avevo già conquistato il bronzo ai Mondiali di un anno fa a Falun. Assieme abbiamo vinto cinque titoli tricolori consecutivi e come lui faccio parte delle Fiamme Oro, il nostro gruppo sportivo. Sono contento per il nostro successo in Slovenia.

Qual è il tuo obiettivo per questa stagione? Vorrei andare avanti così, sono primo nella classifica di specialità delle gare sprint ma siamo solo a metà stagione. Sarebbe bello vincere la Coppa, all'inizio dell'anno puntavo solamente a migliorarmi, adesso proverò ad arrivare primo ma è ancora presto per emettere verdetti definitivi. Dovrò ancora lavorare molto.

Qual è invece l'obiettivo della tua carriera? Ovviamente i Mondiali e le Olimpiadi. Ho 25 anni, il sogno sarebbe di fare bene in entrambe le manifestazioni. Sicuramente una medaglia d'oro olimpica rimane il sogno di ogni atleta.

Come ti sei avvicinato allo sci di fondo? I miei genitori sono appassionati di questo sport, così come il mio fratello maggiore. Ho frequentato lo sci club, ho cominciato a fare delle gare, poi a poco a poco mi sono reso conto delle mie possibilità e ora sono un protagonista delle gare di Coppa del Mondo.

Stai diventando un personaggio popolare... Sono contento dei miei successi perché avvicinano tanti ragazzi allo sci da fondo dopo alcuni anni difficili seguiti ai ritiri dei campioni della generazione precedente. Essere popolare mi fa piacere sicuramente, mi gratifica del mio lavoro.

Il confronto con i paesi nordici però resta difficile... Certo, da loro è lo sport più popolare. Sono nazioni dove c'è sempre la neve, dove si va a scuola sciando. A 6 anni, tanto per intenderci, un bambino in Norvegia riceve dalla Federazione come regalo un paio di sci. Tuttavia quando si raggiungono dei livelli molto alti, anche in Italia non manca la preparazione, la possibilità di far bene e raggiungere risultati importanti. (Franco Vittadini)



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