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Sorteggio Fed Cup 2017/ Taipei-Italia, avversario abbordabile nei playoff del World Group II: è il momento di rifondare

Sorteggio Fed Cup 2017, Taipei-Italia è la sfida uscita dalle urne per il playoff del World Group II. Avversario abbordabile il prossimo aprile, la speranza è che si possa ricostruire

Sara Errani, 29 anni (Foto LaPresse)Sara Errani, 29 anni (Foto LaPresse)

Sarà Taipei-Italia: la sfida di Fed Cup 2017 per i playoff del Secondo Gruppo Mondiale, che si terrà il 22 e 23 aprile, ci vedrà impegnati a Taiwan per provare a confermare la nostra presenza nel World Group II. In caso di sconfitta sprofonderemmo nel Gruppo I della zona Europa/Africa: non succede da 20 anni e sarebbe dunque una sorta di fallimento. La scelta della superficie sarà decisa dal sorteggio, mentre Taipei (che sarebbe Taiwan o Repubblica di Cina, ma non può partecipare con questi nomi alle competizioni internazionali) ospiterà un incontro di Fed Cup per la prima volta in 16 anni.

Diciamolo subito: poteva andarci peggio. Avremmo potuto pescare la Gran Bretagna (sfiderà la Romania) della Top Ten Johanna Konta, di Heather Watson e di una Laura Robson che prima di farsi male era pur sempre arrivata agli ottavi di Wimbledon e al numero 27 del ranking; o la Serbia (contro l’Australia) che, pur priva di Ana Ivanovic, ha pur sempre interessanti giovani (Nina Stojanovic e Aleksandra Krunic su tutte, anche se quest’ultima è precipitata nel ranking) e una veterana come Jelena Jankovic. Oppure il Kazakhstan - giocherà contro il Canada - che ha l’emergente Yulia Putintseva nella Top 30 e una sempre temibile Yaroslava Shvedova tra le altre, oltre a Zarina Diyas che sta provando a rientrare da un lungo stop.

Taipei, tra le quattro possibilità, è senza ombra di dubbio la migliore: l’unica giocatrice forse degna di nota è Su-Wei Hsieh, straordinaria doppista ma singolarista piuttosto fragile (oggi è fuori dalle 100 Wta). Se proprio vogliamo, le insidie arrivano proprio dal doppio: Taipei avrebbe anche le sorelle Chan Hao-Ching e Chan Yung-Jan, che quest’anno non hanno ancora giocato ma hanno raccolto 11 titoli pro in carriera. Ciò detto, la permanenza nel Secondo Gruppo Mondiale non dovrebbe essere un problema. A questo punto però si apre un discorso parallelo che possiamo fare: forse è arrivato il momento del ricambio generazionale.

Roberta Vinci e Francesca Schiavone sono all’ultima stagione: la Leonessa ha onorato l’impegno di Forlì contro la Slovacchia, ma è giusto che come Roberta si prenda il tempo necessario a chiudere in bellezza una carriera straordinaria. Tathiana Garbin, nuovo capitano dell’Italia, ha dimostrato coraggio convocando per la prima volta Jasmine Paolini e Martina Trevisan; il ranking certamente non aiuta la ricostruzione (nessuna delle giovani è nelle 200 Wta) ma se c’è un momento per osare è proprio questo, accettando magari di passare qualche anno a sgomitare nelle zone basse della Fed Cup ma crescendo un gruppo di giocatrici che possano sviluppare attaccamento alla maglia e attitudine alle sfide da dentro o fuori.

Seguendo l’esempio della Croazia che da anni fa giocare regolarmente Ana Konjuh e Donna Vekic, o della Russia che ritrovatasi nel Gruppo Mondiale ha convocato e messo in campo giocatrici come la diciannovenne Natalia Vikhlyantseva e la diciottenne Anna Blinkova. Certo: la classifica è diversa rispetto a quella delle nostre ragazze. Tuttavia, come la storia ci insegna, le graduatorie del tennis femminile sono spesso aleatorie, vivono di momenti e non vanno prese in senso assoluto. Che una veterana come Sara Errani (o una Camila Giorgi, se e quando potrà tornare, o Karin Knapp) faccia da leader e chioccia ci può stare, ma a oggi la speranza è che, risultati a parte (restano sempre da guardare come obiettivo), si possa davvero mettere in piedi un movimento che faccia ripartire il tennis italiano al femminile, dopo straordinari periodi di vittorie. 

(Claudio Franceschini)

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