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LEONARDO BONUCCI & IL FIGLIO MATTEO/ Martina Maccari mi ha aiutato più di tutti: il difensore della Juventus commenta la malattia del piccolo

Moglie Bonucci e figlio, Martina Maccari mi ha aiutato più di tutti: il difensore della Juventus dopo la malattia del piccolo Matteo. Le ultime notizie sulla famiglia del giocatore

Leonardo Bonucci (Foto: LaPresse)Leonardo Bonucci (Foto: LaPresse)

Martina Maccari ha fatto tornare il sorriso a Leonardo Bonucci, che aveva superato la paura per la malattia del figlio: la moglie del difensore della Juventus lo ha "consolato" dopo la lite con Massimiliano Allegri. Non è stato un weekend facile per il centrale bianconero, che ha ricevuto una multa ed è stato mandato in tribuna per Porto-Juventus dopo il battibecco con l'allenatore, ma per fortuna può contare sul supporto di sua moglie: con lei è stato fotografato nei giorni scorsi per le vie del centro di Milano. Per un pomeriggio di svago Bonucci e sua moglie hanno deciso di lasciare Torino e spostarsi a Milano: con loro non i due figli, ma la cagnolina Nina. E mentre il difensore si prepara a seguire dalla tribuna Porto-Juventus anziché prendervi parte, Martina Maccari pubblica un post su Facebook: «Stato di Accettazione» scrive la moglie del difensore, che sembra aver avuto una giornata particolarmente impegnativa (clicca qui per vedere la foto).

L'amore di Martina Maccari ha aiutato Leonardo Bonucci ad affrontare la malattia del figlio Matteo: lo ha rivelato lo stesso difensore della Juventus in un'intervista a La Repubblica. «Mia moglie Martina mi ha aiutato più di tutti e ora abbiamo ripreso a vivere come prima della malattia di Matteo» ha raccontato Bonucci. Tutto è cominciato in estate a Formentera, dopo la rimozione di una piccola ernia inguinale. Sembrava un problema di poco conto, poi è cominciato l'incubo e la spola tra ospedali e operazioni. Bonucci, che non si è mai sbilanciato sulla malattia del figlio Matteo, ha raccontato anche cosa ha provato in quei giorni dolorosi: «Quando sono uscito dall’ospedale ho trovato molte persone, c'era anche chi era uscito da lavoro per me. Per loro io ho pianto in tv, per il loro affetto. In quelle settimane sono stato sfiorato dall'idea di abbandonare il calcio, avevo completamente accantonato l'obbligo di pensare al mio lavoro».

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