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Ahn Jung-Hwan/ Calciomercato, da Donnarumma al coreano che Gaucci cacciò per un gol

Ahn Jung-Hwan, calciomercato: una storia risalente a 15 anni fa, quando il sudcoreano eliminò l'Italia al Mondiale e Luciano Gaucci lo cacciò da Perugia, indignato e offeso per quel gol

Il gol con cui Ahn Jung-Hwan eliminò l'Italia dal Mondiale 2002 (LaPresse) Il gol con cui Ahn Jung-Hwan eliminò l'Italia dal Mondiale 2002 (LaPresse)

Alzi la mano, in questi giorni di calciomercato e la lente d’ingrandimento puntata sul caso di Gianluigi Donnarumma, chi ricorda la vicenda Ahn Jung-Hwan. Fosse stato per la sua esperienza in Serie A (30 partite e 5 gol), oggi avremmo di lui una memoria nebulosa, un attaccante sudcoreano che l’istrionico Luciano Gaucci portò a Perugia nella speranza di ripetere il boom centrato con Hidetoshi Nakata due stagioni prima. Correva l’estate del 2000 e Ahn, 24 anni, arrivava in prestito dal Daewoo Royals dove aveva un gol ogni due partite; ha lasciato poche tracce in Italia e in Europa (ha giocato anche per Metz e Duisburg), ma la nostra nazione lo ha comunque fatto salire agli onori delle cronache.

Ahn Jung-Hwan è infatti il giocatore che ci ha eliminati dal Mondiale 2002: il suo golden gol, arrivato dopo i clamorosi errori dell’arbitro ecuadoreno Byron Moreno, ha fatto la storia della Corea del Sud e fece all’epoca infuriare lo stesso Luciano Gaucci. Sarebbe rimasta celebre l’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, pubblicata esattamente 15 anni fa, nella quale il vulcanico presidente del Perugia avrebbe affermato di sentirsi tradito come italiano e di non voler pagare più lo stipendio all’attaccante. “Da noi è modesto, torna a casa e fa l’extraterrestre“ uno dei passaggi del Gaucci-pensiero. E ancora: “E’ un’offesa al Paese che due anni fa gli ha spalancato le porte”. Lo stesso Serse Cosmi, all’epoca allenatore del Perugia, aveva annunciato di poter fare a meno del giocatore (che a dire il vero aveva utilizzato davvero poco in quei due anni).

L’episodio però era destinato ad avere uno sviluppo: qualche giorno più tardi infatti Gaucci e il figlio Alessandro si erano chiariti con Ahn, tanto che il sudcoreano era stato effettivamente riscattato. Sembrava un lieto fine per tutti, e invece a quel punto era stato lo stesso attaccante a sentirsi offeso e a non voler tornare a Perugia, tirando in ballo stipendi non pagati e frasi offensive attribuite al patron circa il fatto che Ahn non avesse i soldi per comprare il pane quando giocava in patria. A nulla era servito che Alessandro Gaucci parlasse alla televisione coreana per distendere i toni, le “minacce” degli umbri (“ha un contratto e deve tornare”) non avevano avuto esito: ne era venuto fuori un braccio di ferro tra società e staff del giocatore, qualcosa di molto simile a quanto stiamo vedendo oggi con Donnarumma e il Milan (sia pure partendo da premesse totalmente diverse), le cose non si erano risolte e alla fine Ahn Jung-Hwan aveva effettivamente lasciato il nostro Paese, accasandosi in Giappone dopo aver inutilmente provato di andare in Inghilterra.

A Perugia, la storia di Ahn l’avrebbero dimenticata in fretta anche grazie alle fantasiose operazioni di calciomercato di Gaucci (che già nell'estate 2000, insieme ad Ahn, aveva comprato il cinese Ma Mingyu): un anno più tardi il presidente avrebbe presentato Saadi Gheddafi, il figlio della massima autorità di Libia, capace di giocare due spezzoni (uno con l’Udinese) e farsi comunque trovare positivo all’antidoping. La vicenda di calciomercato di Ahn-Jung Hwan ha fatto epoca: non sarà Gigio Donnarumma e non ci sarà di mezzo Mino Raiola, ma a 15 anni esatti valeva la pena riprenderla.

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