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Calcio e altri Sport

Dollarumma / Contestato Gigio Donnarumma con l'Under 21: la curva Sud contro Mino Raiola

Dollarumma: il portiere del Milan aspramente contestato dai tifosi durante Italia-Danimarca U21 con striscioni e pioggia di dollari falsi sulla porta. 

Pioggia di dollari falsi su Pioggia di dollari falsi su "Dollarumma" (LaPresse)

“Quando si giura amore e si tradisce la situazione non può che essere questa”. Basta questa semplice frase a capire quale sia la posizione dei tifosi del Milan nei confronti di Gianluigi Donnarumma: la contestazione al portiere rossonero, “reo” di non aver voluto rinnovare il contratto che lo lega alla squadra, tocca anche la Curva Sud che con un comunicato ufficiale ha voluto dire la sua sul grande caso esploso negli ultimi giorni. Va detto che il senso del messaggio è, più che un’accusa feroce nei confronti di Donnarumma, un attacco esplicito a Mino Raiola: “Ci appare strano…” ripete più volte la Sud, ed elenca quelle che sarebbero le malefatte del procuratore: quella di non aver appreso “il semplice significato di uno striscione” (che era rivolto a Raiola stesso, non a Gigio), quella di non aver fatto l’interesse del suo assistito distruggendone invece l’immagine agli occhi “non solo dei tifosi milanisti, ma dei tifosi di calcio tutti”. Viene accusato, Raiola, di non aver parlato (così ha detto) di tempistiche e cifra del contratto; viene fatto riferimento a Marek Hamsik che, volendo rimanere a lungo nel Napoli, si è allontanato da lui. Qui c’è un velo di accusa a Donnarumma, con la precisazione però di una presa di distanza dai toni usati dai social network: “Non riteniamo corrette le varie minacce, che nulla hanno a che fare con la nostra presa di posizione”. E dunque, tra un riferimento ad Adriano Galliani (“un vecchio condor” che ha messo la società nelle mani di “un avvoltoio”) e l’elenco di quanto è successo, si arriva al messaggio conclusivo: “I calciatori passano, Noi ed il Milan restiamo sempre”. Con un aggiunta: la curva Sud è pronta a riabbracciare Donnarumma, ma solo se e quando avrà dato il benservito a Mino Raiola. (agg. di Claudio Franceschini)

Il caso di Gianluigi Donnarumma ha suscitato l’indignazione dei tifosi: spesso e volentieri i supporter di una squadra sono una parte integrante del calciomercato. La storia ci ha consegnato più di un caso nel quale la volontà popolare abbia avuto la meglio sulle trattative di presidenti, direttori sportivi e procuratori; tra i più famosi, sicuramente quello che riguarda Giuseppe Signori. Cresciuto nel Leffe ed esploso nel Foggia di Zemanlandia, l’attaccante bergamasco nel 1992 arrivò alla Lazio. Diventò devastante: 66 gol nelle prime tre stagioni con tanto di due titoli di capocannoniere della Serie A. Nell’estate del 1995 Sergio Cragnotti lo aveva venduto al Parma: per le strade della capitale sfilò un corteo di quattromila persone che si diressero verso la sede della società biancoceleste in aperta protesta per l’affare. Cragnotti - anche per le perplessità dell’allenatore Dino Zoff e le dichiarazioni del giocatore - dovette bloccare l’operazione, annunciando subito dopo l’intenzione di mollare; Signori, dopo un altro titolo di capocannoniere e 127 reti in 195 partite, la Lazio l’avrebbe lasciata due anni e mezzo più tardi, accasandosi alla Sampdoria dove però non avrebbe avuto le stesse fortune. A volte dunque i tifosi possono influire sulla decisione: in questo caso si sono schierati apertamente contro Gigio Donnarumma (e Mino Raiola), basterà questo a far ricredere i tifosi del Milan? (agg. di Claudio Franceschini)

Gianluigi Donnarumma è diventato “Dollarumma”: il portiere del Milan ha scelto di non rinnovare il contratto con i rossoneri (in scadenza nel 2018) e improvvisamente è diventato il caso caldissimo del calciomercato estivo e non solo. In un’epoca in cui sempre più spesso si sente dire delle bandiere che non ci sono più, va ricordato sicuramente un calciatore che è stato amato da tutti gli italiani e a oggi è considerato come un simbolo del grande calcio e di un gioco che “non c’è più”; Roberto Baggio tuttavia è stato ben altro che una bandiera, avendo girato tante squadre nel corso della sua carriera. Dal Vicenza alla Fiorentina, quindi il contestatissimo trasferimento alla Juventus (del quale a dire il vero il Divin Codino avrebbe inizialmente fatto a meno); cinque anni in bianconero e poi, via due stagioni nel Milan senza troppo incidere (ma vincendo un altro scudetto, il secondo consecutivo per lui) quindi la stratosferica stagione di Bologna (22 gol in campionato) e un altro viaggio, meritatissimo, al Mondiale (il terzo e ultimo della sua carriera). Poi l’Inter, due anni in chiaroscuro, e l’addio al calcio dopo quattro anni in provincia, nel Brescia, dove ha lasciato 46 gol e ha nuovamente fatto innamorare tutta Italia. Roberto Baggio è stato tutt’altro che una bandiera, avendo giocato in sette partite diverse; eppure l’opinione pubblica nei suoi confronti è altissima. L’auspicio è che, comunque vada, anche di Donnarumma si possano un giorno dire le stesse cose che si dicono di Baggio. (agg. di Claudio Franceschini)

I dollari finti piovuti su Gianluigi Donnarumma, il soprannome appioppato dai tifosi del Milan al portiere rossonero: nel mondo del calcio non è certo la prima volta in cui un giocatore viene accusato di pensare maggiormente ai soldi che al colore della maglia. Uno ha fatto epoca, perchè fu eclatante: estate 2000, Luis Figo aveva appena concluso la quinta stagione nel Barcellona di cui era capitano, e dove aveva realizzato 45 gol in 249 partite vincendo due campionati, due Coppe del Re, la Supercoppa di Spagna, la Coppa delle Coppe e la Supercoppa Europea. Giurò amore eterno ai tifosi blaugrana, preoccupati dal suo eventuale addio; tuttavia Florentino Perez si era appena insediato come nuovo presidente del Real Madrid (sostituendo Lorenzo Sanz) e aveva promesso, come tradizione, un grande acquisto per iniziare il suo mandato. Per farla breve, Figo firmò per i blancos a pochi giorni dalle dichiarazioni di fedeltà al Barcellona: agli arcirivali del Real andarono circa 140 miliardi (delle vecchie lire) ma ovviamente agli occhi dei tifosi “culé” il trasferimento fu visto come un tradimento. Alla prima partita che Figo tornò a giocare al Camp Nou fu accolto da uno stadio intero che gli sventolava in faccia banconote al grido di “Pesetero” (all’epoca in Spagna la moneta corrente era la peseta). Il Barcellona vinse 2-0 e uno dei gol lo segnò Simao Sabrosa, che era arrivato l’anno prima ed era poi diventato come l’erede dello stesso Figo (ma non lo sarebbe diventato, chiudendo l’esperienza blaugrana dopo sole due stagioni e 4 reti). Un caso clamoroso di “voltafaccia” sportivo… (agg. di Claudio Franceschini)

Un esordio difficile agli Europei Under 21 per Gigio Donnarumma, o come lo stanno chiamando i tifosi del Milan “Dollarumma”: al match di esordio tra Italia  e Danimarca U21 prima i fischi e poi la pioggia di dollari falsi sulla porta del rossonero. La recente decisione del portiere rossonero in scadenza di contratto con la società di non rinnovare col il Milan non è stata certamente presa molto bene dai tifosi rossoneri e in generale da molti appassionati di calcio, che hanno accusato il giovane talento classe 1999 di preferire “il vil denaro” al cuore. Gli antefatti della vicenda sono ormai noti a tutti visto che il casso Donnarumma o “Dollarumma” ha da giorni riempito le pagine dei giornali: nonostante le promesse di amore per il club alla fine il giovane portiere ha deciso di rifiutare l’offerta da 5 milioni di euro per 5 anni proposta gli dal ds Fassone, che secondo quanto dichiarato ne voleva fare la bandiera del nuovo Milan. 

Come è noto la decisione di Donnarumma di non rinnovare con il Milan è arrivata alla stampa solo dopo che lo stesso portiere rossonero era già partito per la Polonia, in qualità di estremo difensore titolare della formazione del Ct Di Biagio. Ieri al match di debutto Italia-Danimarca U21 come detto il rossonero è stato aspramente criticato dalla tifosi prima con fischi, poi con l’esposizione di uno striscione che recitava “Dollarumma” presto rimosso e infine con la pioggia di dollari falsi. Dal canto su per Gigio Donnarumma ha risposto facendosi valere sul campo e salvando gli azzurri in diversi momenti cruciali. Al termine del match anche il tecnico della nazionale U21 presenti agli Europei Gigi di Biagio ha commentato l’accaduto: “Non si è innervosito, è rimasto calmo in un contesto non semplice ha dimostrato di essere un giocatore che sembra abbia 30 anni, pronto a sopportare anche qualcosa che va oltre il calcio".

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