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Diretta / Trento-Venezia (risultato finale 78-81): la Reyer ha vinto lo scudetto, è campione d'Italia!

Diretta Trento-Venezia, gara-6: risultato finale 78-81. La Reyer è campione d'Italia: scudetto vinto dai lagunari grazie al 4-2 nella serie della finale playoff contro un'encomiabile Aquila

Diretta Trento-Venezia, gara-6 (Foto LaPresse) Diretta Trento-Venezia, gara-6 (Foto LaPresse)

La Reyer Venezia ha vinto lo scudetto del basket 2016-2017: la squadra di Walter De Raffaele è campione d’Italia, succede all’Olimpia Milano e si cuce lo scudetto sulla maglia 74 anni dopo l’ultima volta. E’ il terzo titolo per Venezia: un successo meritato, arrivato con il 4-2 nella serie su Trento e dopo aver eliminato Pistoia e Avellino nei playoff. Gara-6 al PalaTrento finisce 78-81: l’Aquila prova a rimanere incollata fino alla fine, ma paga la stanchezza (rotazioni più corte rispetto alla Reyer), altri errori dalla lunetta (nonostante l’enorme differenza di conclusioni dalla linea della carità) e la mano infuocata dei giocatori di Venezia, che sono rimasti a ridosso del 50% dal perimetro prendendo fiducia con il passare dei minuti. E’ la vittoria di tutti: della dirigenza che ha riportato in Laguna Julyan Stone (fondamentale con gli “intangibles”, quelle piccole grandi cose che non entrano nelle statistiche), di Walter De Raffaele che ha saputo dare continuità al progetto, di Melvin Ejim che ha dato una scarica di adrenalina ed energia, di Michael Bramos che vincendo gara-5 con la tripla allo scadere ha dato un vantaggio enorme a Venezia, di Ariel Filloy che finalmente si è scoperto leader, di Hrvoje Peric che ha saputo dare spazio ai compagni badando a fare da collante. Trento esce a testa altissima: non solo per il 4-1 nella semifinale contro Milano, ma anche per un progetto che ha toccato vette forse impensabili e nonostante tanti problemi anche fisici (l’infortunio di Dominique Sutton nel corso della finale) è arrivata davvero ad un passo dalla gloria e dalla storia. Lo stesso Sutton, Dustin Hogue e Toto Forray sono stati encomiabili: quando Venezia sembrava aver chiuso la pratica l’Aquila è tornata a contatto con pura voglia, ma ha sbagliato davvero troppo per pensare di forzare una gara-7 nella quale sarebbe potuto succedere di tutto. Di fatto è diventata un punto a punto quando la Reyer sembrava aver chiuso i conti; a 1’53’’ quinto fallo per Toto Forray che ha abbandonato la partita (15 punti, 5/8 dal campo, 4/4 ai liberi), Sutton ha raggiunto i 19 punti grazie a un’interferenza ed è anche andato in lunetta per riportare a un solo possesso di distanza le due squadre. Due rimbalzi in attacco dell’Aquila, ma Joao Gomes - totalmente assente dalla partita, 1/10 al tiro per 4 punti - ha sbagliato la tripla del pareggio ed è arrivata l’infrazione di passi di Sutton (1’32’’ da giocare); Venezia però, sentendo vicino lo striscione del traguardo, ha perso un altro pallone concedendo un’altra occasione a Trento che ovviamente è andata da Sutton, altri rimbalzi in attacco ma altri errori e Tomas Ress ha riportato Venezia a +6. Con 9''52 da giocare Trento ha scelto di segnare subito invece di andare al pareggio, così da giocarsi il fallo sistematico; due tiri presi da Flaccadori e Sutton, entrambi sbagliati: Venezia è campione d'Italia. 

Trento-Venezia 51-56: la Reyer sente vicino lo scudetto e vuole chiudere i conti stasera. Apre il terzo periodo con un 8-2 di parziale e per la prima volta nella serata l’Aquila sente tutta la fatica di una stagione sopra le righe ma molto vicina alla conclusione. Quando Tomas Ress segna da distanza siderale, Venezia è a +5 (38-43); come sempre Aaron Craft non molla e i primi 4 punti interni del terzo quarto portano tutti la sua firma. La Reyer si fida troppo del suo tiro da fuori: arrivano due errori in fila di Ress e Stone (entrambi dall’angolo di sinistra) ma Trento non ne approfitta e perde un sanguinoso pallone in attacco, con Forray che deve spendere il fallo (il suo secondo). Segnali negativi per Trento: Bramos sbaglia un’altra tripla, Sutton è solo a rimbalzo ma non controlla e concede altri 14 secondi all’attacco di Venezia, dopo l’errore di Filloy Hogue sbaglia una schiacciata elementare e questa volta Ejim scava ancora un +5 che sa molto di tricolore. Rompe l’incantesimo Sutton, Trento resta lì di orgoglio e rabbia ma Venezia domina con Ariel Filloy, forse il vero MVP della serie: tripla del +6, passaggio di tocco per Bramos che allarga il divario. Trento esce mentalmente dalla partita: altra palla persa e per la Reyer il canestro diventa una vasca da bagno, Bramos fa +12 (42-54) e improvvisamente la finale scudetto sembra irrimediabilmente chiusa. Le partite però possono cambiare rapidamente: Venezia perde un po’ di ritmo in attacco e Trento, pur senza strafare, trova punti importanti dalla lunetta per provare a restare in scia. MarQuez Haynes per di più commette il quarto fallo; l’Aquila ricuce a -6 (48-54), Toto Forray invoca il pubblico mentre De Raffaele chiama il timeout. CI pensa McGee a portare energia e respiro alla Reyer, risponde Sutton; si entra negli ultimi 30 secondi del periodo, lavorone di Shields su Ejim, ultimo possesso per Trento con Forray che porta a casa il fallo e accorcia ancora. (agg. di Claudio Franceschini) 

Si riparte al PalaTrento: la situazione vede Trento avanti per 36-35, ma l’Aquila ha avuto anche un vantaggio di 11 punti e si è fatta riprendere da una Venezia che ha chiuso il secondo periodo con un parziale di 15-5. Uno sguardo alle cifre prima di rivivere le emozioni in diretta dal campo: Trento tira con il 40% da 2 punti (8/20) ma ha un pessimo 4/15 dall’arco, per contro è riuscita a trovare mano ferma dalla lunetta (8/9). Venezia ha 8/17 da 2 punti e 6/15 dall’arco: le percentuali sono quindi molto simili, la Reyer però ha guadagnato un solo viaggio in lunetta con un gioco da 3 punti di Esteban Batista, nonostante questo rimane ampiamente in partita. I rimbalzi sono a favore dell’Aquila (21-19), Trento ha recuperato 5 palloni a fronte di 6 perse mentre la Reyer ha 3 recuperi e 9 palloni persi. Nonostante questo, e nonostante l’Aquila abbia una valutazione globale superiore (40 contro 35 il dato), la squadra di Walter De Raffaele è lì: potrebbe essere un problema per Maurizio Buscaglia perchè c'è la sensazione che i suoi stiano dando tutto ma non siano riusciti a concretizzare la fuga, dovendo ricominciare tutto daccapo. I singoli: Dustin Hogue ha 10 punti e 7 rimbalzi ed è già in odore di doppia doppia, Toto Forray è a quota 9 con 4/5 dal campo. In casa Reyer abbiamo 11 punti e 4 rimbalzi di Melvin Ejim, ce ne sono 5 a testa per Julyan Stone (2/3 dal campo e 4 rimbalzi), MarQuez Haynes (2 assist e tre falli commessi) e Esteban Batista. Ora torniamo a far parlare il parquet e i giocatori che stanno per calcarlo: inizia il secondo tempo di Trento-Venezia, saranno gli ultimi minuti della finale scudetto? (agg. di Claudio Franceschini) 

Trento-Venezia 36-35: l’Aquila non ci sta e rimette il naso avanti con una tripla di Toto Forray, che poi allarga il parziale provando a spingere il parziale interno (25-20). Nonostante qualche errore di troppo, Trento comunque allunga con Sutton che subisce fallo sul tiro da 3 punti ed è perfetto dalla lunetta per il +8, altra tripla e l’Aquila spicca il volo (31-20). La Reyer però è viva: controparziale di 10-2 con anche Julyan Stone che si mette in proprio. Si segna poco perchè la tensione è palpabile; le due squadre spesso si accontentano del tiro da fuori ma le percentuali inevitabilmente calano. Finalmente Stone trova una tripla vitale che riporta la Reyer a -1 (34-33) e il playmaker americano arriva a 5 punti in un amen, con 2/3 dal campo e 7 di valutazione. Trento è in rottura prolungata, Stone diventa un fattore anche a rimbalzo, il ferro aiuta Filloy e la squadra lagunare riprende la leadership della partita. Craft controsorpassa dalla lunetta, poi scippa a Stone l'ultimo possesso ma non trova il canestro. Mancano 20 minuti: partita tutta da vivere e tutta da decidere. 

Trento-Venezia 17-17: la Reyer inizia con la sorpresa, c’è Julyan Stone in quintetto insieme a Haynes, con Bramos da 3 tattico e la coppia di lunghi formata da Hrvoje Peric e Melvin Ejim da centro atipico. Trento risponde con Craft e Shields, Joao Gomes e il ritorno nello starting five di Dominique Sutton accompagnato da Dustin Hogue. Due schiacciate con difese distratte per aprire le ostilità: Hogue da una parte, Peric dall’altra. La scelta di mettere Stone in quintetto diventa subito chiara: due recuperi del numero 5 e difesa competente senza bisogno di produrre offensivamente. A quello pensa Melvin Ejim, che apre la sua partita con due triple che minano le certezze di Trento, che ha braccio corto ed è distratta a rimbalzo. Anche la Reyer, all’appuntamento con la storia, trova un po’ di fatica a segnare; tuttavia faticano gli attacchi e saltano le difese, Hogue e Ejim segnano due canestri quasi impensabili in una serie di finale scudetto. Ben più difficile la zingarata di Bramos che si iscrive alla partita, Venezia resta davanti ma Hogue è indiavolato e, volendo farsi perdonare il 3/8 ai liberi costato gara-5, inizia fortissimo tenendo a contatto l’Aquila. Il pareggio sul 17-17 lo firma Joao Gomes dall’arco; Trento difende e quindi può correre, ma Gomes incredibilmente sbaglia da sotto non riuscendo a girare l’inerzia. Venezia ha l’ultimo possesso: tiro ottimamente costruito ma sbagliato da Ariel Filloy. (agg. di Claudio Franceschini) 

E’ arrivato il momento di Trento-Venezia: gara-6 della finale scudetto ci dirà finalmente se la Reyer si cucirà questa sera il tricolore sulla maglia o se l’Aquila allungherà questa appassionante serie costringendo i lagunari a tornare al Taliercio per gara-7 (che eventualmente si giocherebbe giovedì 22 giugno). Trento, anche nella sconfitta, ha comunque confermato quanto possa essere pericolosa fuori casa: nel quinto episodio della finale è stata in testa dall’inizio alla fine ma la tripla di Michael Bramos ha fatto scendere a 5-2 il computo esterno di questi playoff. Adesso, per forzare la settima partita, la Dolomiti Energia dovrà vincere la sua quinta partita casalinga: al PalaTrento Maurizio Buscaglia e i suoi ragazzi hanno vinto in quattro occasioni e perso due volte, vale a dire in gara-4 della semifinale contro l’Olimpia Milano e in gara-3 di questa finale, quando la Reyer ha espugnato il palazzetto dell’Aquila riprendendosi il fattore campo che Trento aveva scippato in gara-1. A noi non resta che metterci comodi e affidarci al campo: potrebbero volerci anche più di 40 minuti per stabilire se questa appassionante serie avrà un suo epilogo nella più classica delle “belle”, la speranza è che, se anche i punti segnati dalle due squadre non sono stati tantissimi in generale, lo spettacolo possa non mancare come è stato nelle partite precedenti, almeno dal punto di vista dell’intensità che Aquila e Reyer hanno sempre messo in campo nella finale scudetto di basket Serie A. (agg. di Claudio Franceschini) 

Il confronto che potrebbe decidere gara-6 tra Trento e Venezia è quello sotto i tabelloni, che si giocherà tra i due giocatori acciaccati di questa serie di finale scudetto: Dominique Sutton da una parte, Esteban Batista dall’altra. Entrambi hanno avuto problemi fisici, ma domenica sera c’erano pur essendo entrati dalla panchina: Sutton ha giocato 20 minuti mettendo a referto 5 punti (2/7 dal campo), 3 rimbalzi e 2 assist ma anche 4 palle perse (senza recuperi) chiudendo a -2 di valutazione. Batista è rimasto in campo appena 11 minuti, anche in virtù delle rotazioni più profonde che Walter De Raffaele si può permettere: per il centro uruguaiano 4 punti (2/3), 4 rimbalzi e 2 palle perse con 6 di valutazione. Maurizio Buscaglia deve ritrovare quel giocatore che in regular season ha segnato 15,7 punti a partita catturando 7 rimbalzi; nei playoff le medie di Sutton (9,6 punti e 4,3 rimbalzi) sono ovviamente “sporcate” dai problemi avuti. Avere un Sutton al 100% potrebbe portare l’Aquila a giocare quella gara-7 che tutto l’ambiente aspetta; per Buscaglia la decisione di metterlo o meno nel quintetto titolare dovrà essere ben ponderata, vedremo cosa deciderà in tal senso l’allenatore dell’Aquila rispetto al suo giocatore. (agg. di Claudio Franceschini) 

Nella presentazione di Trento-Venezia, gara-6, abbiamo già parlato di Dustin Hogue e del suo contributo nell’episodio precedente. In 30 minuti di utilizzo il centro dell’Aquila ha chiuso gara-5 con 17 punti (7/10) e catturando 5 rimbalzi, di cui uno fondamentale in attacco dopo che Joao Gomes aveva sbagliato una tripla aperta dall’angolo. Purtroppo, da quella carambola che avrebbe potuto portare Trento a +4, blindando così la vittoria esterna e il 3-2 nella serie, Hogue è uscito con uno 0/2 ai tiri liberi; già in precedenza Hogue aveva sbagliato entrambe le conclusioni dalla linea della carità e alla fine il suo conto nel fondamentale è stato di 3/8. Venezia non se l’è fatto ripetere due volte e Michael Bramos ha infilato la tripla della vittoria: come già detto, di sicuro l’Aquila non ha perso gara-5 esclusivamente per gli errori di Hogue dalla lunetta, ma è uno dei fattori che hanno contribuito alla rimonta subita e a una gara-6 che bisognerà ora giocare per non perdere lo scudetto. Hogue ha tirato 41/83 ai liberi nei playoff (49,4%); in regular season aveva fatto decisamente meglio con il 58,4% (80/137), per contro però sono aumentate le sue medie di punti (13,3) e rimbalzi (7,3) a conferma che il centro di Yonkers è stato decisivo anche e soprattutto nelle due vittorie di Trento in questa serie finale. (agg. di Claudio Franceschini) 

La Reyer Venezia sfida l’Aquila Trento in gara-6, ed è ad un passo dalla storia: la società lagunare può tornare a festeggiare uno scudetto che manca addirittura dal 1943. Allora i playoff non erano nemmeno un’idea, mentre esisteva il pareggio: Venezia aveva infatti chiuso la stagione al primo posto con 35 punti, e quel pareggio ottenuto aveva fatto la differenza sulla Virtus Bologna che invece, con 17 vittorie e 3 sconfitte, aveva chiuso in seconda posizione a -1. La Reyer si era così laureata campione d’Italia: Carmelo Vidal era l’allenatore, lo stesso che l’anno prima aveva guidato i veneti al primo tricolore della sua storia, questa volta con due lunghezze di vantaggio sulla Mussolini Roma. Da allora Venezia non ha più festeggiato: lo aveva fatto nel 1944 ma la vittoria non era stata omologata dalla federazione, nel 1946 la Reyer vinse il girone finale Nord A davanti a Triestina Milano, Ginnastica Triestina e Borletti Milano (l’Olimpia di oggi), ma nel girone finale, dopo il 59-16 contro la LIbertas Roma, perse 35-31 contro la Virtus Bologna di Renzo Poluzzi che si riprese il titolo. Rimane quella l’ultima volta in cui Venezia può dire di aver giocato una finale; dall’ultimo scudetto sono invece passati 74 anni e Walter De Raffaele ha fretta di consegnare alla città un tricolore che avrebbe un sapore dolcissimo. (agg. di Claudio Franceschini)

Trento-Venezia, gara-6 della finale scudetto nel campionato di basket Lega A 2016-2017, si gioca alle ore 21:15 di martedì 20 giugno. Primo match point scudetto, e ad averlo sulla racchetta è la Reyer: il clamoroso andamento del quinto episodio nella serie consegna a Venezia la possibilità di tornare a vincere un tricolore che manca addirittura dagli anni Quaranta.

In casa Aquila la sensazione è quella di aver sprecato una grandissima possibilità: per tutta la partita Trento è stata avanti e ha raggiunto anche gli 11 punti di vantaggio, ma nel quarto periodo il progressivo avvicinamento del lagunari ha portato alla tripla decisiva di Michael Bramos, che fino a quel momento aveva tirato 1/5 dal perimetro. La Dolomiti Energia rischia di rimpiangere a lungo il 3/8 dalla lunetta di Dustin Hogue che, nonostante i 17 punti e un rimbalzo fondamentale nei momenti decisivi della partita, ha tirato 0/4 dalla linea della carità affondando la sua squadra. 

La quale certamente non ha perso solo per le sue percentuali ai liberi, ma anche per la cattiva gestione di alcuni momenti (soprattutto da parte di Toto Forray); la Reyer invece ha dimostrato di avere profondità nel suo roster, perchè è rimasta a galla con Melvin Ejim nel primo tempo e quando c’è stato bisogno di rimontare ha trovato cose importanti da Julyan Stone (come sempre esiziale e “minimalista”, ma incisivo) e soprattutto da una grande folata offensiva di MarQuez Haynes che con 7 punti d’un fiato ha permesso a Venezia di non uscire completamente dalla gara.

Per 39 minuti e 54 secondi abbiamo avuto la sensazione che l’Aquila potesse farcela a vincere l’ennesima partita esterna dei suoi playoff, e che sarebbe tornata in Trentino con la prima possibilità di chiudere i conti; adesso cambia tutto, perchè il match point ce l’ha Venezia che ha già vinto sul campo di Avellino e ha espugnato il PalaTrento in gara-3, ribaltando e ritrovando un fattore campo che aveva perso subito. In più Walter De Raffaele ha nuovamente il contributo di Esteban Batista, che ha giocato gara-5 e, pur senza strafare, ha dimostrato di poter tornare a dare grande dimensione fisica sotto i tabelloni; dall’altra parte Maurizio Buscaglia ha bisogno di un Dominique Sutton al 100% perchè senza di lui Dustin Hogue rimane troppo solo a lottare contro le lunghe braccia della squadra lagunare.

Importante in questa gara-6 sarà anche il contributo delle due panchine: domenica Tyrus McGee ha fatto il suo trovando una scarica di adrenalina in momenti importanti, non si può dire lo stesso di Diego Flaccadori che ha forzato certe situazioni e perso almeno due palloni sanguinosi che avrebbero potuto cambiare volto alla serie. Ora non ci resta che rimanere in attesa di scoprire se la Reyer si laureerà questa sera campione d’Italia o se l’Aquila riporterà la serie al PalaTrento per una decisiva gara-7. 

Come sempre, la diretta tv di Trento-Venezia sarà disponibile su due canali: Sky Sport 1 per gli abbonati alla televisione satellitare, oppure RaiSport in chiaro per tutti. Nel primo caso sarà attivabile l’applicazione Sky Go - senza costi aggiuntivi - per la diretta streaming video, nel secondo dovrete visitare il sito www.raiplay.it. Ricordiamo inoltre il portale www.legabasket.it per tutte le informazioni utili sulla partita, come il tabellino play-by-play e le statistiche dei giocatori in campo.

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