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Morto di cancro l’investitore di Scarponi/ E’ scomparso Giuseppe Giacconi: la carriera del ciclista

Morto di cancro l’investitore di Scarponi. E’ scomparso Giuseppe Giacconi, non si era mai ripreso: l’artigiano 57enne aveva investito lo scorso aprile il ciclista dell’Astana

Biciclette da corsa - LaPresseBiciclette da corsa - LaPresse

Si è spento nelle scorse ore Giuseppe Giacconi, 57enne artigiano che la mattina del 22 aprile del 2017, investì e uccise con il suo camion Michele Scarponi, 37enne ciclista italiano, molto amato ed apprezzato. Michele vinse il Giro d’Italia nel 2011 dopo la squalifica di Contador, faceva parte del Team Astana, uno dei più prestigiosi del circus delle due ruote, e poco prima di morire aveva chiuso con il quarto piazzamento il Tour of the Alps. Quella mattina si stava allenando in vista dell’edizione numero 100 del Giro, a cui però non prenderà mai parte. In carriera, il ciclista originario di Jesi, nelle Marche, ha vinto anche la Tirreno-Adriatico del 2009, mentre di recente è stato un grandissimo gregario di Nibali, fondamentale per la vittoria di quest’ultimo nel Tour de France del 2014 e nel Giro d’Italia del 2016. Ha partecipato anche ai campionati del mondo Under-23 del 2001, nonché ai Mondiali del 2009 e del 2013. Al momento della sua scomparsa ha lasciato una moglie e i suoi due gemellini: quell’anno doveva fare i 38.

LA TRAGICA SCOMPARSA DI SCARPONI

E’ morto Giuseppe Giacconi, tristemente noto per aver investito e ucciso il 22 aprile di un anno fa, il 37enne ciclista del team Astana, Michele Scarponi. L’artigiano 57enne è scomparso in seguito ad un cancro incurabile, ma chi gli è stato vicino in questi ultimi mesi ha parlato di un uomo distrutto, che non si era mai ripreso dai tragici eventi della primavera dell’anno scorso. Il piastrellista marchigiano aveva scoperto il tumore soltanto pochi mesi fa, ma dopo un primo e breve ricovero all’ospedale regionale di Torrette, ad Ancora, era tornato a casa perché non reagiva alle cure, e non aveva la mente e la forza per farlo. Il suo pensiero era infatti sempre lì, al possibile processo che lo attendeva per la morte di Scarponi, essendo l’unico indagato per la tragica scomparsa del ciclista italiano. Giacconi si è spento a Filottrano, piccola cittadina anconetana, e il funerale verrà celebrato nella giornata odierna.

NON SI ERA MAI DATO PACE

Con la morte dell’artigiano, si estingue anche il procedimento penale, mai iniziato visto che le indagini erano ancora in corso di svolgimento. Per Giacconi, Scarponi era compaesano e beniamino, e quando lo ha investito con il suo furgone, un Iveco della Fiat, uccidendolo sul colpo, ha continuato a ripetere, disperato: «Non l’ho visto, vi giuro che non l’ho visto...». Una persona tormentata, al punto che anche il sindaco di Filottrano e il cardinale di Ancona, Menichelli, avevano speso parole di confronto nei suoi confronti: «Porta nel cuore un dolore – le parole del porporato il giorno del funerale di Scarponi - che ha segnalato la famiglia di Michele, preghiamo anche per questo». Giacconi continuerà a ripetere quelle frasi anche nei mesi seguenti, agli inquirenti e ai giudici, ma il sapere di essere indagato, unito al dolore per la scomparsa del ciclista, lo hanno di fatto segnato. Giacconi lascia la moglie Daniela e la figlia Cristina, e oggi verrà sepolto vicino al suo beniamino.

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