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SHAQIRI E XHAKA PROVOCANO LA SERBIA / Video esultanza pro Albania, attesa la decisione della Fifa

Shaqiri provoca la Serbia: prima sceglie bandiera Kosovo sugli scarpini, poi richiama la Grande Albania. Dopo il gol ha mimato con le mani aquila a due teste. Ed è polemica

Shaqiri provoca la Serbia (Foto: LaPresse)Shaqiri provoca la Serbia (Foto: LaPresse)

Xherdan Shaqiri e Granit Xhaka sanno di essersi cacciati in quello che potrebbe essere un problema serio: la Fifa non gradisce quando il calcio viene mischiato alla politica, soprattutto se ciò succede sul palcoscenico più prestigioso in assoluto, quello dei Mondiali. I due giocatori svizzeri di origini kosovare hanno entrambi segnato contro la poco amata Serbia e per celebrare la loro gioia hanno esultato mimando l’aquila albanese a due teste. Le tensioni in quell’area dei Balcani restano fortissime, ne sarebbe potuto nascere un putiferio e adesso si aspettano decisioni ufficiali da parte della Fifa. Anche per questo motivo, i diretti interessati hanno cercato di ridimensionare la situazione: "Penso sia stata solo emozione. Sono molto felice per il gol, nient'altro. Non penso che dobbiamo parlarne adesso" sono state le parole dell’ex Inter Shaqiri, autore del gol vittoria al 90’. Queste invece le parole di Xhaka, che aveva segnato il gol del temporaneo pareggio: "A essere onesto non mi interessava l’avversario. Era per il mio popolo che mi ha sempre sostenuto, per la mia patria, per i miei genitori". (Aggiornamento di Mauro Mantegazza)

LE TENSIONI IN KOSOVO

La Nazionale della Svizzera è piena di emigrati dai Balcani durante le tante guerre che negli scorsi decenni hanno tormentato quella sfortunata regione d'Europa. La partita con la Serbia dunque poteva essere a rischio ed in effetti purtroppo le tensioni extra-calcistiche in queste ore sono al centro del dibattito a causa dell'esultanza mimando l'aquila a due teste albanese di Xherdan Shaqiri e Granit Xhaka, autori dei due gol con cui la Svizzera ha vinto in rimonta contro la Serbia: entrambi sono di origini kosovare di etnia albanese, il Kosovo è indipendente dal 2008, prima era una provincia serba ma a forte maggioranza albanese e la Serbia mai ha riconosciuto l'indipendenza della sua provincia ribelle. Per fortuna i giocatori serbi non hanno reagito, però è probabile che la Fifa prenda provvedimenti, perché non gradisce che la politica entri nel calcio, a maggior ragione quando ci sono di mezzo tensioni così forti. (Aggiornamento di Mauro Mantegazza)

PARLA PETKOVIC

Xherdan Shaqiri e Granit Xhaka hanno firmato la vittoria della Svizzera contro la Serbia ai Mondiali. Entrambi hanno esultato con un gesto eloquente: braccia incrociate sul petto, mani aperte a simboleggiare un'aquila, simbolo della bandiera albanese. «La mia esultanza dopo il gol al 90'? Preferirei non parlarne, diciamo che ero molto emozionato dopo aver segnato» ha tagliato corto l'ex attaccante dell'Inter nel post partita. Ora i due giocatori rischiano: la Fifa potrebbe multarli o squalificarli. La Federazione da sempre osteggia ogni tipo di messaggio, riferimento o esultanza di stampo politico, quindi potrebbero scattare sanzioni o addirittura squalifiche, secondo Sportmediaset. «È chiaro che nel momento del gol un calciatore senta emozioni particolari. Però credo che tutti noi dobbiamo lasciare fuori la politica dal calcio», il commento invece del ct elvetico Vladimir Petkovic, bosniaco di origini croate naturalizzato svizzero. (agg. di Silvana Palazzo)

SHAQIRI PROVOCA LA SERBIA: SCOPPIA LA POLEMICA

Gli animi dei tifosi di Svizzera e Serbia si sono scaldati già prima della partita, la seconda per loro del Mondiale in Russia. Se non bastava l'importanza del match a mettere pressione alla formazione elvetica, che si è giocata gran parte della qualificazione agli ottavi, ci ha messo del suo Xherdan Shaqiri per surriscaldare ancor di più l'ambiente. Il folletto della Svizzera, che con Behrami e Xhaka compone il trio di giocatori di origini kosovare presenti nella rosa di Petkovic, ha lanciato una provocazione sui social prima della sfida con la Serbia. Sul proprio canale Instagram il numero 23 rossocrociato ha pubblicato nelle scorse settiane una foto degli scarpini che ha poi indossato in occasione dei Mondiali. Fin qui nulla di male, ma la Nike Mercurial destra presentava la bandiera del Kosovo che affiancava quella elvetica presente invece sulla scarpa sinistra. Una provocazione che non è andata giù ai serbi. Clicca qui per vedere la foto degli scarpini.

SHAQIRI, ESULTANZA CON L'AQUILA AI MONDIALI

Il consigliere comunale UDC Tuto Rossi ha espresso la sua opinione in merito al caso degli scarpini di Xherdan Shaqiri su Facebook. «La Federazione Svizzera di Calcio permette a Shaqiri di entrare in campo contro la Serbia con quella bandiera pitturata sulle scarpe, vuol dire che i nostri dirigenti sono totalmente imbecilli». Rossi sostiene che l'ex attaccante dell'Inter debba ringraziare la Svizzera per aver «accolto i suoi familiari in difficoltà e di farlo giocare». E poi ha evidenziato che «quella guerra, tra Serbia e Kosovo, ha fatto milioni di morti per degli odi razziali medioevali sconosciuti alla cultura Svizzera della convivenza». Ma non è finita qui, perché per Rossi il calciatore avrebbe dovuto dipingere la bandiera della Serbia sullo scarpino destro. «Se fosse intelligente, Shaqiri dipingerebbe la bandiera kossovara sulla sinistra e sulla destra ci metterebbe quella della Serbia». In quel modo, sostiene Rossi, «dimostrerebbe al mondo di aver appreso la cultura Svizzera di pace e convivenza tra etnie e religioni diverse». Poi l'ultimatum: «Se lo lasciano andare in campo con quelle scarpe, lancio una petizione per sostituire tutti i dirigenti della Federazione Svizzera di calcio. A costo di farlo da solo!». Dal canto suo Shaqiri ha rincarato la dose con un'esultanza polemica: lui e Xhaka hanno festeggiato i loro gol mimando con le mani l'aquila a due teste, simbolo della Grande Albania.

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