BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MORTE PANTANI/ Stagi: la sentenza-Pantani? Hanno ucciso Marco un’altra volta (esclusiva)

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Pantani esulta al Giro 1998 (Ansa)  Pantani esulta al Giro 1998 (Ansa)

PROCESSO PANTANI: PARLA PIER AUGISTO STAGI (ESCLUSIVA). La vicenda Pantani è giunta alla sua fase conclusiva con la Corte di Cassazione che ha scagionato Fabio Carlino dall’accusa di aver procurato la morte del Pirata. La fine di Marco Pantani resta quindi un mistero, senza colpevoli, senza aver fatto soprattutto giustizia. Cosa invocata dai familiari di Marco che sono rimasti scandalizzati dalla decisione della Corte di Cassazione. Per parlare di tutto questo e della storia del corridore italiano più forte degli ultimi quindici anni abbiamo sentito Pier Augusto Stagi, giornalista e scrittore, amico anche dello stesso Marco, profondo conoscitore di ciclismo Eccolo dunque in questa intervista in esclusiva a ilsussidiario.net.

Cosa pensa della decisione della corte di assolvere il pusher che procurò la droga della fatale overdose a Pantani?

Mi sembra assurdo tutto questo. Senza voler accusare nessuno in particolare, mi sembra però che chiunque sia in grado di spacciare droga e restare impunito secondo il sistema di giudizio italiano.

E delle parole della madre che dice di non avere ancora trovato giustizia per la sua morte?

Capisco l’atteggiamento della madre di Pantani, la sua disperazione per non aver trovato giustizia. E’ comprensibile tutto questo. Per lei Marco dopo questa sentenza è morto una seconda volta e non si è fatta ancora giustizia.

Un giudizio sulla vicenda Pantani ancora avvolta nel mistero?

Di certo Marco si era isolato a un certo punto della sua vita e non si può negare che era stato lui a voler a far uso di cocaina. Però mi sembra che Marco abbia scontato anche colpe non sue e questo mi rende molto triste.

Cosa pensa invece del cattivo rapporto di Pantani con la stampa e i mass media nell’ultima parte della sua carriera? Prima osannato, poi perseguitato, e ora da morto di nuovo lo osannano.

Già, anche questa è un’altra cosa che mi rende molto triste, mi amareggia molto. Non capisco proprio l’atteggiamento di certa stampa che durante i suoi trionfi in carriera lo osannava, poi aveva cominciato ad accusarlo senza pietà. E poi adesso lo sta di nuovo osannando.

Pantani capro espiatorio di tutto un sistema che non andava?

Sono d’accordo, Pantani ha pagato per tutti. Quando correva lui il doping nel ciclismo era molto presente, c’erano altri corridori che prendevano sostanze proibite. E allora perché prendersela solo con lui? No, non ha proprio senso tutto questo.

Lei conosceva bene Pantani?



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
11/11/2011 - schifato (Alberto Pennati)

Questa è l'ennesima dimostrazione dell'inadeguatezza e dell'incapacità dei magistrati (siano essi pm o giudici) ad amministrare la giustizia. Ovvero il mondo capovolto, con i giusti che subiscono il danno e la beffa.