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OLIMPIADI LONDRA 2012/ Ginnastica artistica, Vanessa Ferrari quarta nel corpo libero, bronzo sfuggito di niente

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Vanessa Ferrari, quarto posto nel corpo libero (Infophoto)  Vanessa Ferrari, quarto posto nel corpo libero (Infophoto)

OLIMPIADI LONDRA 2012, BEFFA PER VANESSA FERRARI NEL CORPO LIBERO - Beffa devastante per Vanessa Ferrari nel corpo libero. Di quelle devastanti, che fanno malissimo, dalle quali è difficile, se non impossibile, rialzarsi. Si è visto già dalla reazione della bresciana appena l'esito della finale del corpo libero è stato chiaro: con il volto di pietra, la nostra atleta è uscita dalla North Greenwich Arena senza voler rilasciare dichiarazioni alla stampa. C'è da capirla: ha perso la medaglia di bronzo per... niente. La classifica finale la vede al terzo posto, appaiata ad Aliya Mustafina che solo ieri aveva vinto la terza medaglia personale, dominando la gara delle parallele asimmetriche. Il bronzo però è andato alla russa, per un dettaglio, se preferiamo una regola, contestabile quanto si vuole ma pur sempre esistente. Procediamo con ordine. In gara c'erano 8 concorrenti, gli spauracchi erano senz'altro Alexandra Raisman e Sandra Izbasa, con Vanessa che, terza in qualificazione con 14.900, partiva come sesta e sperava logicamente in una medaglia, alla sua portata. Le possibilità sono aumentate ancora di più quando la Afanaseva e la Mitchell, possibili outsider, hanno centrato dei punteggi non certo esaltanti, commettendo alcuni errori non indifferenti (la russa ad esempio è uscita un paio di volte dalla riga bianca che delimita lo spazio utlizzabile in pedana). Alexandra Raisman, ovviamente, non ha fallito, registrando un fantastico 15.600 che l'ha messa immediatamente al sicuro per, almeno, l'argento. Il problema, per la Ferrari, ha avuto un nome e un cognome, e cioè Catalina Ponor: la rumena, campionessa del mondo in carica, certamente aveva le qualità per ottenere un punteggio importante, ma si pensava che l'assenza dalle gare e la scarsa competitività degli ultimi periodi la allontanassero dalla lotta per il podio. E invece, la Ponor ha messo lì un 15.200 che ha immediatamente complicato i piani dell'azzurra. Vanessa, comunque, se l'è cavata benissimo, con un ottimo esercizio che purtroppo però ha avuto un paio di imperfezioni nell'uscita dalle diagonali: alla fine, il suo punteggio è stato di 15.900, davanti all'australiana Mitchell e al terzo posto temporeaneo. Poi, in pedana è arrivata Aliya Mustafina: che ha eseguito alla grande, va detto, pur avendo un eseercizio dal coefficiente di difficoltà inferiore a quello di Vanessa. Purtroppo, è stato quello il problema: il punteggio della russa, clamorosamente, ha pareggiato la bresciana, 15.900. E qui è entrata in gioco la regola, che dice come a parità di punteggio sia favorita la ginnasta che abbia eseguito meglio (il totale è dato dall'esecuzione più il coefficiente di difficoltà). La Mustafina sopravanzava Vanessa di 3 decimi; dunque, il terzo posto è andato a lei. La Ferrari si è seduta contro il muro, incapace di una qualunque reazione. La beffa, però, doveva ancora venire. La Izbasa, abbiamo pensato tutti, avrebbe comunque reso meno amara la pillola; 



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