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FESTA SCUDETTO/ Juventus, lo striscione poco etico di Giaccherini fa discutere

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Emanuele Giaccherini (Infophoto)  Emanuele Giaccherini (Infophoto)

FESTA SCUDETTO JUVENTUS - Nel corso della festa scudetto della Juventus, che dopo la vittoria sull'Atalanta ha sfilato in pullman per le strade di Torino, ecco spuntare anche l'episodio etico e simpatico. Responsabile di ciò Emanuele Giaccherini, il centrocampista acquistato dal Cesena la scorsa estate, che ha raccolto uno striscione passatogli da un tifoso e l'ha mostrato a tutti. Non sarebbe nulla di grave, senonchè la scritta che campeggiava era "Il gol di Muntari mettilo nel c...". Non c'è nemmeno bisogno di spiegare a cosa si riferisca: a chi poi fosse rivolto lo striscione, se ad Allegri che si è sempre riferito a quel gol-non gol come al fattore principale del sorpasso della Juventus, o se ai tifosi del Milan non è dato saperlo. Il concetto, comunque, è chiarissimo. E non è simpatico, soprattutto quando dalla Juventus arrivavano messaggi di distensione, con Conte che ci ha tenuto subito a fare i complimenti ai rossoneri per il campionato disputato, e con Galliani che dopo la vittoria della Juventus a Trieste si era subito congratulato telefonicamente con Andrea Agnelli, ribadendo poi il concetto nel giorno seguente alla stampa. Certo, non è la prima volta che accadono episodi simili: ricorderete certamente lo striscione di Massimo Ambrosini, sostanzialmente uguale a quello di Giaccherini (anche se lì era lo scudetto a dover finire in un certo posto), mostrato in piazza Duomo durante la festa per la conquista della Champions League da parte del Milan: era il maggio del 2007, e lo striscione voleva essere uno sfottò, uscito però troppo spinto e volgare, ai tifosi dell'Inter che esultavano per il loro primo scudetto (sul campo) dopo 18 anni. All'epoca, ci fu addirittura la replica: sempre in piazza Duomo, Materazzi raccolse lo striscione passatogli da un tifoso, con la scritta "Ambrosini, nel mio c... c'è ancora posto". Per lo scudetto, che l'Inter aveva appena vinto con José Mourinho in panchina: era il 2009, due anni dopo lo sgarbo del centrocampista del Milan. Adesso, arriva il terzo caso, quello di Giaccherini. Sicuramente episodi spiacevoli, che non sono mai belli da vedere (pur se si rimane all'interno di uno sfottò, per quanto volgare: si è decisamente visto di peggio). Giaccherini ha sbagliato a far vedere lo striscione, se ne sarà probabilmente reso conto subito dopo. Ma adesso ci si chiede se la bravata possa avere conseguenze in ottica Nazionale: sappiamo bene quanto il codice etico di Prandelli vada a colpire certi atteggiamenti da parte dei calciatori. Rientra, lo striscione esposto da Giaccherini, tra questi atteggiamenti? 



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