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lunedì 30 luglio 2012
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CALCIOSCOMMESSE: LA POSIZIONE DI CONTE E BONUCCI, PARLA MATTEO POZZI (ESCLUSIVA) - Il terremoto scommessopoli che sta travolgendo l'estate calcistica ha colpito inevitabilmente anche la Juventus. Antonio Conte ha scelto la via del patteggiamento, sacrificando la Supercoppa e l'inizio di campionato a patto di archiviare al più presto la situazione e poter tornare a sedersi sulla panchina dello Juventus Stadium il prima possibile. Per lui si parla di uno stop previsto di 3 mesi e ritorno sulle scene il 1° Novembre. L'accusa a carico è quella di doppia omissione di denuncia per due partite della stagione 2010/11, quella in cui il tecnico salentino ha guidato il Siena nella massima serie al termine di una cavalcata trionfale. Alle ragioni di istinto e cuore ha prevalso il raziocinio e, nonostante più volte lo stesso tecnico bianconero sia parso freddo all'idea del patteggiamento, la strategia difensiva dei legali bianconeri costringerà Antonio Conte a scendere a compromessi. Si limiteranno i danni cercando di evitare il rischio di una lunga squalifica ed i costi che comporta un processo del genere. Più complicata è invece la questione Bonucci, per il centrale l'accusa a carico è quella di illecito sportivo ed i tempi di squalifica sarebbero molto più lunghi. Per analizzare al meglio le strategie difensive del club bianconero abbiamo contattato, in esclusiva per IlSussidiario.net, Matteo Pozzi, avvocato sportivo.
Facciamo un po' il quadro della situazione in casa Juventus: cosa rischiano Bonucci e Conte?
Da giurista non posso fare altro che aspettare le strategie difensive e soprattutto la sentenza della commissione disciplinare. Bisogna comunque premettere che quelle di Conte e Bonucci sono posizioni molto diverse. Per l'allenatore l'accusa è di omessa denuncia ed è quindi molto minore rispetto all'accusa di illecito sportivo comminata al difensore che rischia fino a 3 anni di squalifica.
Condivide la scelta di patteggiamento di cui si parla per Conte?
Innanzitutto bisogna dire che il patteggiamento può avvenire in due casi: quando si è colpevoli e si cerca uno sconto della pena oppure quando non si è sicuri di poter dimostrare la propria innocenza e quindi, onde evitare di avere la pena massima, si preferisce ricorrere al patteggiamento. È una linea che solitamente viene utilizzata anche in casi molto meno pubblicizzati rispetto a questo. Credo comunque che la decisione di ricorrere al patteggiamento di Conte appartenga alla seconda categoria...
Quando non si è sicuri di poter dimostrare la propria innocenza? Avvocato Pozzi, in Italia la presunzione d'innocenza è un principio sancito dalla Costituzione. L’onere della prova tocca all’accusa, cioè alla Procura. Spieghi qualche volta ai suoi lettori il significato di “affirmanti incumbit probatio” per cortesia, invece di elargirci il suo benevolo parere circa il motivo per cui secondo Lei Conte – che ha presentato 20 e più testimonianze a discarico – ricorrerà al patteggiamento.
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