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"BASTA SOLDI ALLA JUVENTUS"/ Inchiesta Infront diritti tv: lobby del calcio contro i bianconeri per difendersi

"Basta soldi alla Juventus": dall'inchiesta su Infront per i diritti tv emerge che la lobby del calcio si è schierata contro i bianconeri per difendere i suoi interessi e tutelarsi

Andrea Agnelli, presidente della Juventus (Foto: LaPresse) Andrea Agnelli, presidente della Juventus (Foto: LaPresse)

Sono inquietanti i dettagli che emergono dalle indagini della Guardia di Finanza sulla lobby del pallone. Pare, infatti, che il "sistema" si sia compattato contro la Juventus per difendersi: il retroscena è stato svelato da Business Insider Italia. I problemi per Infront sono cominciati all'inizio del 2015, quando la società bianconera ha chiesto chiede conto della vendita da parte di Riccardo Silva, distributore all'estero dei diritti tv del campionato italiano, di uno sul quale non ha titolo. La grana scoppia, però, al termine del campionato 2014/15, quando la società bianconera protesta per l'utilizzo da parte di una serie di siti per scommesse dei diritti della Serie A.

Si scopre che i diritti tv sono stati ceduti anche ai siti di scommesse online, un prodotto che la Serie A non aveva commercializzato e che Riccardo Silva ha ceduto in ogni caso con il via libera dell'advisor Infront. Nonostante ciò, il "soldato" Silva è stato difeso. Per questo Bruno Ghirardi, avvocato della Lega di Serie A, ha detto a Giuseppe Ciocchetti, ex direttore generale di Infront: «Se ha fatto così bisogna coprirlo». Quando la questione è venuta a galla l'inglese Perform, a cui Infront aveva venduto diritti di cui non era titolare, ha sospeso per un mese la trasmissione delle immagini, riproponendole quando l'acqua si è calmata. La Juventus intanto è diventata un club scomodo sia sul campo che fuori, mentre la priorità per gli imprenditori continua ad essere quella di guadagnare il più possibile, anche a costo di non seguire le regole. 

«I soldi alla Lega sono sprecati», diceva l'avvocato dell'advisor Infront, Antonio D'Addio, secondo cui darli alla Juventus sarebbe ancora peggio, per cui sosteneva che era meglio «spenderli con Infront», che in teoria dovrebbe aiutare il calcio a crescere e guadagnare di più. Intanto Silva con la liquidità accumulata all'estero ha tenuto in piedi diverse squadre nell'orbita Infront, garantendo iniezioni di capitale per coprire i buchi di bilancio, come nel caso del Genoa di Enrico Preziosi. Ghirardi ha scritto poi a Ciocchetti: «Temo che la Juve abbia ragione  sulla vendita dei diritti per le scommesse.

Se mi chiami concordiamo come gestirla perché ci vuole molta testa». Le accuse comunque sono state respinte da Silva, che dal canto suo confida nell'archiviazione dell'indagine a suo carico. La sua difesa è cruciale per mantenere l'intero sistema di potere che si è creato in Lega. Per questo ha parlato di test dentro i quali sarebbe finita qualche immagine della Serie A, in attesa che dell'autorizzazione alla commercializzazione di quegli stessi diritti da aprte della Lega, come avvenuto con il bando di gara 2015-2018. L'avvocato della Lega, però, insiste sul fatto che Silva abbia venduto qualche che non aveva, facendo ricadere le responsabilità su Perform.

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