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DON MATTEO 7/ I segreti di un successo: la fiction che parla alla gente normale. Anche di perdono

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Giunto alla sua settima edizione, Don Matteo anche quest’anno ha saputo conquistare l’attenzione della platea televisiva. I dati auditel, nemico pubblico dei palinsesti, in più di un’occasione gli hanno riconosciuto un più che ragguardevole 30% di share. Numeri che al giorno d’oggi raramente si ottengono. C’è da capirne il motivo, anche se il prodotto parla da solo.

 

La natura investigativa in questo racconto, che intreccia in maniera del tutto inconsueta la figura di un prete, Don Matteo (Terence Hill) appunto, con la caserma dei Carabinieri di Gubbio, è solo una delle caratteristiche della serie, che riesce ad affrontare un argomento potenzialmente ansiogeno – gli omicidi – senza scomodare immagini crude o violenza gratuita.

 

Uno degli elementi vincenti è certamente il tono da commedia degli episodi, ognuno dei quali intreccia la linea gialla di puntata, ovvero la risoluzione di un omicidio, con due linee narrative divertenti e leggere, ma non banali, che garantiscono un’atmosfera delicata e non troppo cupa. La prima e più importante coinvolge uno dei protagonisti, il giovane Capitano Tommasi (Simone Montedoro), antagonista sui generis dello scaltro Don Matteo. Giulio, questo il nome del Capitano dei Carabinieri di Gubbio, nonostante il fidanzamento con la megera Amanda (Ilaria Spada), si trova coinvolto dall’interesse per una giovane donna. Fin qui niente di troppo anomalo, se non fosse che la ragazza in questione è Patrizia (Pamela Saino), primogenita del fedele, ma geloso, Maresciallo Cecchini (Nino Frassica).

Inutile elencare le circostanze comiche che scaturiscono da questa situazione. L’aspetto intelligente di questa linea narrativa non sta tanto nell’idea, che è un topos, dell’istinto protettivo di un padre verso una figlia, bensì nel linguaggio comico e leggero usato per raccontarla. Sembra volerci dire, insomma, che in fondo si può, anzi si deve, imparare a ridere di sé e dei propri difetti.

Sia Tommasi che Cecchini ne hanno un sacco, anche se l’ultima puntata, andata in onda ieri sera, dimostra che anche in una situazione di “antagonismo sentimentale” come quella di Tommasi e Cecchini si può trovare una conclusione che mette tutti d’accordo. Soprattutto Patrizia.

 

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COMMENTI
02/12/2009 - Gente normale sì (M.Rita Bianco)

ma che noia! Sembra che questa gente "normale" nel senso di buona, nel senso di persone che non rientrano nel quadro che vediamo ogni giorno sulla tv e nei giornali tra galera, tra processi ecc. debba essere tipo scout o simili... Sentimentalismo, bonismo, tutti gli ismi....che fanno impazzire la gente e che a me fanno venire l'orticaria! Sì alla gente verranno gli occhi lucidi per questo "perdono" e poi? Finito lì!