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CINEMA/ La storia di Elisa, Chiara e Andrea: come vincere il premio Fiuggi con Pesto & Cous Cous

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Tutto è partito da un testo di Shakespeare, La bisbetica domata. Abbiamo deciso di mantenere l’idea, presente nella piéce shakesperiana, del matrimonio combinato, voluto dal padre della protagonista. Portando questo elemento al giorno d’oggi abbiamo pensato alla comunità musulmana, in cui l’idea di un matrimonio combinato è ancora presente e l’autorità paterna molto rispettata.

 

Giuseppe, il nostro protagonista, è nato in una famiglia contemporanea, il padre e la madre sono divorziati, e imparerà a rivalutare un’idea di famiglia più tradizionale proprio grazie all’incontro con Najeeba. Lei, d’altro canto, lotterà contro il volere del padre proprio perché apprezza le bellezze e i valori della società italiana. Pesto & Cous Cous è la storia di un incontro di culture. Purtroppo i quotidiani parlano dell’integrazione solo in casi in cui questa non è avvenuta, sfociando in orribili tragedie. La nostra storia vuole raccontare che l’integrazione è possibile, quando si è disposti ad aprirsi a ciò che di altro e di diverso esiste intorno a noi.

Come è nato il team di scrittura?

 

È nato nell’ambito del Master in Scrittura e Produzione per la Fiction e il Cinema dell’università Cattolica di Milano, che tutti e tre, anche se in anni diversi, abbiamo frequentato.

 

Secondo voi, qual è la carta vincente della vostra storia?

 

Anche se sembra una risposta paradossale, crediamo che il suo pregio maggiore sia quello di essere una storia. Uno dei grossi limiti del cinema nostrano, infatti, è quello di aver perso la sua vocazione narrativa. Pesto & Couscous è invece un prodotto riconoscibile: una commedia romantica, semplice e onesta, con in più la voglia di parlare di un tema importante e attuale come quello dell’integrazione.

 

Se, come ci auguriamo, la vostra storia diventerà un film, a quale regista italiano vi piacerebbe che fosse affidata?

 

Giulio Manfredonia, che in Si può fare è stato capace di toccare sia corde comiche che profonde, oppure Paolo Virzì, Luca Lucini, Massimo Venier per la loro capacità di parlare di temi attuali attraverso commedie brillanti e intelligenti, mai volgari.

 

Quali attori vorreste nella parte dei protagonisti?

 

Mentre scrivevamo abbiamo pensato a Luca Argentero come protagonista maschile, ma le opzioni sono davvero varie. Per Najeeba, la protagonista marocchina, pensavamo invece a un’esordiente, una ragazza italo-marocchina.

 

Quali sono secondo voi i limiti e i pregi del cinema italiano recente?

 

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