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A CHRISTMAS CAROL/ Disney ci rimostra in 3-D lo Scrooge che è in ciascuno di noi

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COMMENTI
26/12/2009 - presa di coscienza in senso cristiano (lucia costacurta)

Il protagonista potrà anche non aver una presa di coscienza in senso cristiano, ma quello che conta è la fedeltà all'attrazione che prova per uno stile diverso di vita. E sono certa che è questa attrazione a muoverlo ... l'uomo non fa molti passi se è semplicemente in fuga, ma cammina perchè attratto da qualcosa. Il racconto di Natale non prosegue svelandoci cosa c'è dietro lo stile di vita che attrae il protagonista, ma di questo non mi scandalizzo. Non perchè non mi interessi, ma perchè rispetto l'autore nella libertà di non riconoscere cosa c'è dietro la bellezza. Il racconto sembra suggerire solo la fedeltà al desiderio di apertura all'altro quando questo desiderio fa capolino nella nostra vita ... bene, per me è già un grande insegnamento, essendo certa che l'apertura all'altro porta con sè quel grande desiderio di apertura all'Altro che ci costituisce. Aderire al mio umano, ai miei desideri, alla realtà di quello che sono è la prima obbedienza a Cristo, perchè Lui passa attraverso la mia umanità. La presa di coscienza cristiana poi è frutto di un incontro, di una educazione, di una storia a cui la libertà aderisce.

 
11/12/2009 - Sempre a proposito del Canto di Natale (Carla D'Agostino Ungaretti)

La signora Ilenia ha ragione nella sua replica ma non posso ugualmente non rimanere rattristata nel constatare per l'ennesima volta come, celebrando il Natale, il protestantesimo anglicano di cui Dickens era fedele, risenta - oggi come 200 anni fa - più del retaggio delle feste pagane come quella del solstizio d'inverno, che della nascita di Cristo. Infatti l'addobbo dell'abete ha origini pagane e anglosassoni, il pranzo di Natale serve più a riunire la famiglia (cosa lodevolissima, per carità, ma si può fare in qualunque occasione)che a ricordare in famiglia la nascita del Redentore. Ribadisco: poiché non credo alla possibilità di una morale staccata da Cristianesimo, mi domando che senso abbia "essere più buoni" in un Natale come quello di Dickens e di Zemeckis. Ma da parte del regista del film non mi meraviglia tanto, dato il clima che viviamo all'inizio del XXI secolo, ma mi dispiace riscoprirlo in Dickens che, dopotutto, era anche lui un cristiano. Uncle Scrooge mi sembra più coerente e simpatico all'inizio del film che alla fine.

 
10/12/2009 - La storia nel suo contesto (Ilenia Provenzi)

Come ogni opera, il Canto di Natale va contestualizzato nella sua epoca, quella vittoriana inglese, che ha “inventato” il Natale consumistico. La “conversione” di Scroooge va calata nell’etica protestante ed è conversione alla generosità, in un momento di profonde differenze sociali tra poveri e ricchi. Il Natale come momento di riunione familiare intorno a una tavola imbandita fa parte della tradizione anglo-americana, ed è questo il tipo di festa che fa da sfondo al racconto dickensiano: quello che è ancora attuale, il motivo per cui è importante ripresentare il Canto di Natale oggi, è l’idea – che emerge nel film al di là di tutto – guardare oltre la porta, entrare nella vita della gente e capire che il senso della vita umana, al di là delle singole fedi religiose, sta nell’apertura verso gli altri, emotiva ma anche concreta, non solo il giorno di Natale, ma sempre. Scrooge non cambia solo per la paura di restare solo, ma perchè finalmente vede ciò che non ha mai avuto voglia nè interesse a guardare. Un atteggiamento tipico dei ricchi dell'epoca... e anche della nostra.

 
09/12/2009 - Un canto di Natale pagano (Carla D'Agostino Ungaretti)

Il film è piacevole e divertente ma, se ben ricordo, al pari del racconto di Dickens che lessi in gioventù, del vero Natale non ha proprio niente, anzi è infarcito di cultura pagana. Di Gesù Bambino nemmeno l'ombra, invece gli "spiriti" di Natale sono ben presenti, l'ultimo a comparire, poi, sembra addirittura Giove seduto in trono. Che significa "Natale" in questo contesto? Dove sta scritto che bisogna essere per forza buoni in "questo" tipo di Natale? Tutto questo non è chiarito. Il mutamento finale di Zio Scrooge non è certo dovuto a una presa di coscienza in senso cristiano, ma solo al desiderio di non rimanere solo in una notte in cui tutti fanno baldoria. E' l'ennesimo film fuorviante e diseducativo per le giovani generazioni, quelle che si abitueranno a non vedere più il Crocifisso a scuola e a scambiare il vero Natale con la Festa della Neve per non offendere i compagni non cristiani. Mah...!