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IO CANTO/ Lo show di Canale 5 è (troppo) ricco di elementi, ma ne manca uno: il guizzo di originalità

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Infine, non potevano mancare le lacrime tipiche di C’è posta per te, sulle quali la regia si è soffermata inelegantemente: prima quelle dei parenti dei concorrenti e poi anche quelle dei bambini stessi, emozionati per l’esibizione della piccola Chiara Sapienza, non vedente.

 

Sono proprio i bambini con la loro ingenuità e semplicità ad aver decretato il successo nella passata stagione di programmi come Chi ha incastrato Peter Pan e lo stesso Ti lascio una canzone. Ma l’ingenuità dei bambini diventa in Io canto ingenuità degli autori, che hanno pensato di attrarre il pubblico con un minestrone riscaldato, troppo ricco di ingredienti poco originali. Peccato, però, che i telespettatori non abbiano apprezzato il mix.

Un avvertimento per i dirigenti Mediaset: forse è il caso di cominciare a cercare qualche nuova e fresca idea!



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