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DR. HOUSE SESTA STAGIONE/ Quella geniale "carogna" che ama la verità. E fa innamorare anche noi

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Il segno della qualità della scrittura del personaggio è nell’assoluta organicità delle sue caratteristiche. Mi spiego: ciò che rende House un genio è la stessa cosa che lo rende carogna: l’amore per la verità. È perché è ossessionato dalla verità che il suo cervello viaggia al doppio della velocità normale, ma è per lo stesso motivo che si rifiuta costantemente di mentire anche quando la convenzione sociale lo esige (alle persone grasse non si dice “come sei grassa”: alle persone grasse si mente, e si dice “come sei in forma”).

 

È un maniaco della verità. Quindi è un genio. Quindi è una carogna. Quindi è infelice. E così via: le caratteristiche di House sono una catena, solida quanto la metafora suggerisce. Infine, a sigillo dell’abilità di chi lo scrive, c’è la scaltrezza con cui viene gestito il problema del cambiamento. È vero, il motivo per cui House è così affascinante riposa in massima parte proprio nel suo essere cattivo. Ma, contemporaneamente, più o meno nascosta nel cuore di tutti noi c’è una crocerossina sospirante che vorrebbe vedere il nostro eroe felice e realizzato, e tanto più ridiamo per il cinismo delle sue battute tanto più la crocerossina sospira.

 

Per appagare entrambi, in ogni puntata gli autori generano un inizio di cambiamento nella carogna House (qualcosa che ci faccia dire: “vedi, in fondo è buono”), per poi rimangiarselo nella puntata dopo. Non importa quanto umano House ci sembri alla fine di una puntata: possiamo dormire tranquilli sapendo che all’inizio della puntata successiva sarà da capo il nostro genio crudele. E così a ciclo continuo, accontentando sia la parte di noi che al ristorante vuole picchiare i bambini che frignano, sia quella che vuole consolarli.

 

(Alvaro Rissa)



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