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IO E MIO FIGLIO/ Il "Merlo maschio" fa spiccare il volo alla fiction targata Rai

martedì 12 gennaio 2010

IO E MIO FIGLIO - Impermeabile alla Colombo, tenerezza di padre e fascino intramontabile di Lando Buzzanca, “merlo maschio” della commedia all’italiana: il commissario Vivaldi ha tutte le carte per conquistarci ma non le gioca appieno nella prima puntata di Io e mio figlio.

 

A cinque anni dalla scorsa serie, lo ritroviamo roccioso e umanissimo in una puntata che parte bene ma si sfilaccia via via in una struttura farraginosa.

 

Difetto che non intacca il primo posto negli ascolti della serata (19.94% di share), difficilmente attribuibile alla sola popolarità di Buzzanca e del suo personaggio.

 

La serie, produzione Rai Fiction, condensa nelle prime scene l’essenza del suo protagonista.

 

In una Trieste cupamente battuta dai venti, un disperato decide di riconquistare l’ex moglie barricandosi in casa e minacciando gli astanti con un fucile. Il commissario Vivaldi per proteggere il figlio, in squadra con lui, si offre di riportare il folle a ragione: sotto tiro, saldo come un torero, narra le sue pene d’amore per Laura (la radiosa Caterina Vertova).

 

Nei primi cinque minuti c’é tutto. L’ansia di protezione paterna, l’amore inestinguibile per l’ex moglie.

 

In particolare é la vendittiana magia dell’ex, la retorica degli “amori indivisibili”, che ci fa sognare e tiene in piedi la puntata ancor più delle indagini in corso.

 

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