BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FILM AVATAR/ Ben Bova: il kolossal moralista che non dice la sua sul rapporto tra uomo e realtà

Pubblicazione:

avatarR375.jpg

A mio parere Avatar rappresenta quel tipo di miopia moralistica che a Hollywood passa per erudizione. Invece di tentare di capire come gli uomini dovrebbero comportarsi nella realtà, il film ricade nell’atteggiamento abituale a Hollywood di considerare l’uomo e la sua tecnologia come intrinsecamente cattivi, mentre i nativi sono intrinsecamente buoni, non essendo tecnologici. Questo atteggiamento è ostentato da gente che usa la tecnologia più recente e più sofisticata possibile per fare il suo film. Qui c’è una sorta di sconnessione mentale! 

 
 

Sia Avatar che District 9 mettono in luce un importante aspetto che spesso al cinema si dimentica: l’importanza di una scrittura solida che sappia reggere l’apparato visivo della pellicola. Dalla sua esperienza come scrittore, cosa può dirci riguardo ciò?

 

 

Molti film di fantascienza spendono molto di più negli effetti speciali che sulla sceneggiatura o sugli attori. Il mio film di fantascienza preferito è Lo scandalo del vestito bianco, con Alec Guinness, girato in Inghilterra nel 1950. Chi lo ha fatto non lo considerava un film di fantascienza e pensava di girare una commedia. Il film è molto divertente, ma è realmente fantascienza: racconta di uno scienziato che porta un vero cambiamento nella società, e delle reazioni della società a questo cambiamento. Un altro ottimo film di fantascienza è I due mondi di Charly, basato sul racconto Fiori per Algernon di Daniel Keyes. Finora è l’unico film di fantascienza il cui attore protagonista (Cliff Robertson) abbia vinto un Oscar. Per quanto riguarda District 9, mi dispiace, ma non l'ho ancora visto.

 

 

Star Trek di J.J. Abrams e Moon di Duncan Jones rappresentano, seppur in modo differente, un ritorno del cinema fantascientifico nello spazio. È da circa un ventennio, infatti, che il cinema di fantascienza sembra evitare cautamente le avventure spaziali favorendo una visione tutta centrata sul futuro del nostro pianeta (proprio come fa District 9, oppure i recenti 2012 e “Il mondo dei replicanti). Eppure gli effetti speciali odierni potrebbero offrire sequenze spettacolari, così come la letteratura è piena di grandi storie ambientate nello spazio. Secondo lei a cosa è dovuta questa tendenza?

 

 

Chi fa film non ha molto interesse per lo spazio, né alcuna comprensione per l’importanza che lo spazio ha per il nostro futuro. Per queste persone è molto più facile comprendere le distopie qui sulla Terra che cercare di capire le possibilità infinite dello sconfinato e stellato universo.

 

 

(Matteo Contin)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.