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AVATAR/ Il cinema di intrattenimento ha il suo nuovo Kolossal: superati Guerre Stellari e Il Signore degli Anelli

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James Cameron ha vinto la sfida di rivoluzionare per sempre il mondo del cinema? Forse no, però ha sicuramente fatto capire a critica e pubblico che la tecnologia non è semplicemente un giocattolo ma un vero e proprio mezzo espressivo. Tornato sui grandi schermi dodici anni dopo l’ultimo kolossal del Novecento, Titanic, Cameron realizza con Avatar quello che sarà ricordato come il primo kolossal del terzo millennio. Kolossal perché ha tutte le carte in regola per essere considerato tale: un notevole sforzo produttivo, un’avventura epica, un’avanzatissima tecnica cinematografica e un carico di ambizioni non indifferenti, tra cui appunto quella di cambiare per sempre il mondo del cinema.

Ex-marine costretto sulla sedia a rotelle, Jake Sully viene reclutato per una missione sul pianeta Pandora, luogo ambito dagli umani per la presenza di un costosissimo materiale che potrebbe risolvere la crisi energetica della Terra. L’aria di Pandora è tossica: per questo gli scienziati hanno messo a punto il programma Avatar, che consente agli umani di collegare le proprie coscienze al corpo di un ibrido generato da DNA umano e Na’vi, gli alieni nativi di Pandora. Iniziata la missione grazie alla nuova identità avatar, Jake fa amicizia con Neytiti, giovane aliena che gli permette di entrare a far parte del suo popolo. Ma gli umani sono pronti ad attaccare i Na’vi e Jake deve decidere da che parte della barricata stare.

Innanzitutto, dunque, la tecnologia. L’uso del 3D in Avatar è assolutamente sensazionale e innovativo: eliminando quasi del tutto l’effetto dell’oggetto che esce dallo schermo (e che appartiene a un’idea del 3D decisamente antiquata e banale), Cameron si concentra sulla profondità di campo, realizzando un 3D ancora più spettacolare e coinvolgente. Gli spettatori entrano letteralmente in Pandora, con un coinvolgimento visivo unico, amplificato ulteriormente dall’ottimo lavoro fatto da Cameron e dai suoi collaboratori sul design dei personaggi e di Pandora, che supera l’immaginario lucasiano di Guerre stellari e quello che Peter Jackson ha attuato per la trilogia del Signore degli anelli.


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COMMENTI
19/01/2010 - Risposta (2) di (2) (alessandro giudici)

Non so neanche se sia un film "retorico"nel senso in cui mi sembra lo intendi tu. Credo sia un film (bassamente, popolarmente) ideologico. Cioe', come scritto, il messaggio ambientalista, razziale etc, mi sembra siano nell'economia del messaggio complessivo piu' importanti e preponderanti della trama stessa.Cioe' secondo me hanno fatto, commercialmente parlando, un film che gira intorno a questi messaggi ideologici perche' potesse sbancare il botteghino piu' facilmente, lasciando da parte l'aspetto creativo legato alla trama stessa.Avrebbero, a mio avviso, potuto fare il contrario, cioe' un film con una trama forte dove queste tematiche erano importanti ma di supporto.Secondo me perde un'occasione su questo: e' un bel blockbuster che incassa molto ma con uno sforzo maggiore sulla trama e il 3D avrebbe potuto lasciare un segno maggiore che il semplice record di incassi. PS: a me piaccioni i filmoni "inutili" solo d'intrattenimento...me li godo volentieri: in questo caso la retorica stucchevole, la mancanza di trama e la durata non aiuteranno sicuramente pero' una doppia visione a distanza di tempo, anche perche' arriveranno sicuramente successori ancora migliori.

 
19/01/2010 - Risp (1) di (2) (alessandro giudici)

Con tutto il rispetto, non mi sembra di aver detto quanto riporti.Non metto in dubbio che il film colga nel segno in termini di pubblico (gli incassi parlano da soli e comunque anche io sono andato a vederlo incuriosito). Non metto neanche in dubbio che la tecnica del 3D sia spettacolare: ho anzi scritto che il 3D e' ottimo quando applicato alle scene reali (in particolare con la profondita' di campo, come giustamente riporti), ma che rende molto meno nelle scene completamente digitalizzate, che sono la maggior parte in questo particolare film.In soldoni se avessero fatto tutto un film reale in 3D i 12 pound pagati avrebbero avuto pieno senso. Per quanto riguarda la trama, invece e' un peccato il "compromesso" cercato. Innanzitutto colpi di scena e quant'altro ti puo' tenere incollato ad una sedia sono molto prevedibili. La stessa storia, al di la' delle somiglianze con precedenti film, e' basata sulle stesse linee guida di un numero sterminato di videogiochi RPG degli ultimi 15 anni. Avrei sicuramente apprezzato un minimo di sforzo in piu', visto l'investimento nella realizzazione del film. Questo non toglie che alle masse certe cose piacciano sempre.

 
18/01/2010 - commento (alessandro giudici)

Ho visto questo film questo weekend in una sala gremita di Londra. Ottimi effetti speciali. L'effetto 3D e' molto, ma molto limitato sulla durata totale del film, anche se spettacolare. Il suo effetto, in particolare, e' molto (ovviamente) piu' accentuato sulle scene "reali" e non completamente digitalizzate. Peccato siano in numero molto limitato. La trama e' inesistente. O meglio, per chiunque abbia mai giocato a videogiochi RPG su console o pc, la trama e' piu' o meno la stessa che si ritrova in decine e decine di titoli ludici. La cosa piu' triste di tutte e' che la retorica politically correct, da quella ambientalista, a quella antirazziale, a quella antimultinazionali (ie: ovviamente non e' il governo USA che dirige le operazioni, ma una multinazionale che usa mercenari...come potrebbe il governo USA fare certe cose sotto Obama??) e' "piu' importante" della trama stessa. CIoe' il film alla fine sembra fatto in funzione del trasmettere questa retorica piuttosto che per sviluppare una trama avvincente su cui questa retorica si possa innestare. In soldoni, un film che incassera' sicuramente molto sia per gli effetti speciali che per l'ideologia strappa applausi, ma che difficilmente mi ricordero' per molto tempo... Peraltro varie persone alla fine della proiezione mezzo dormivano...perche' e' pure molto lungo per il nulla che ha da dire (2.20h) e anche gli occhialetti 3D alla fine stancano tenuti troppo a lungo.

RISPOSTA:

Ricordo che all'uscita di "Titanic" gran parte della critica accusò Cameron nel tuo stesso modo: "Titanic" era per loro solo un tripudio di effetti speciali, mentre sentimenti ed emozioni sembravano essere da tutt'altra parte. Un film retorico dunque, ma credo che sia proprio nell'anima dei blockbuster questa retorica, d'altronde per piacere a tante persone (che equivale ad incassare molto), bisogna scendere a dei compromessi. Compromessi accettabili per un film spettacolare come "Avatar", che è sì retorico, ma in modo meno esibito e più sincero di certi film di Bay e Emmerich che sbandierano dell'inutile patriottismo. Detto questo, come già faceva notare Ben Bova nell'intervista che ho realizzato per ilsussidiario.net (ti invito a leggerla se già non lo hai fatto), in effetti alcune volte la sensazione che si respira è che sia un film che liquida in modo troppo semplicistico questioni etiche importanti, ma questi sono punti di vista. Secondo il mio parere la morale della pellicola è funzionale al tipo di pubblico a cui si rivolge, che è quello delle grandi masse e, un pò come nelle favole, si ha bisogno di una semplificazione per arrivare a chiunque. La tecnica di 3D da te poco apprezzata meriterebbe un altro discorso, ma non vorrei essere troppo logorroico. Nella recensione dico che il 3D di "Avatar" supera l'inutile spettacolarità dell'oggetto che esce dallo schermo, per tracciare nuove strade di un 3D che mira a coinvolgere lo spettatore con la profondità di campo. Matteo Contin