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LO SCANDALO DELLA BANCA ROMANA/ Se la fiction sembra scritta da Travaglio e Santoro...

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La storia si ripropone ciclicamente. Nel 1890 partì una inchiesta sulla Banca Romana che nel 1893 portò all’arresto dei vertici dell’istituto di credito che tirarono in ballo presidenti del consiglio, parlamentari, imprenditori e giornalisti. Fu uno crack economico enorme, la Banca Romana stampò senza autorizzazione banconote per 68 milioni di lire di allora, molte delle quali in serie doppia. Il processo si rivelò una farsa e tutti furono assolti.
Negli anni la storia si è ripetuta, pensiamo al crack del Banco Ambrosiano, alla Popolare di Lodi di Fiorani e al circolo dei furbetti. La crisi economica partita dagli Stati Uniti ha messo in ginocchio il sistema bancario ed il mondo intero, mentre Bernard Madoff con la sua truffa ha fatto sparire 50 miliardi di dollari e si è beccato 150 anni di galera.

 

Domenica i principali attori sono stai presenti in tv quasi tutto il giorno per lanciare la serie, prima a Domenica in, poi a Quelli che il calcio e, per finire Fiorellino ospite al TG1 delle 20.00. Una tirata della rete in grande stile.
Qualcuno ha parlato di narrazione intensa e ben scritta, di dialoghi forti, e balle varie, probabilmente dormiva da venerdì per aver visto invece L’Ultima Parola condotta da Paragone, una noia mortale a parte le storie e il dolore delle persone condannate ingiustamente.
L’eterna lotta per il potere politico ed economico, la corruzione ed i soldi, la stampa ed i suoi direttori, la mafia: Lo Scandalo della Banca Romana come Tangentopoli nella prima Repubblica e come le trame di Berlusconi in quella attuale.
Facciamo adesso un gioco.

 

Provate ad immaginare Santoro e Travaglio sceneggiatori di questo pezzo di storia datato 1890, (sicuramente la scriverebbero meglio di Alessi e Purgatori), sostituite i personaggi con Berlusconi, Dell’Utri, Spatuzza, Feltri e Il Giornale, La Repubblica e le 10 domande, qualche cardinale e vescovo et voilà, il gioco è fatto.
Mi stavo dimenticando dell’incorruttibile poliziotto impersonato nella fiction dal bravo attore Ninì Bruschetta, che sarebbe l’immortale Antonio Di Pietro e tutto può sembrare attuale.
La saga di Tangentopoli con Craxi è partita nel 1992, cent’anni prima si svolgeva lo scandalo bancario riproposto nella fiction, con tanto di intervento parlamentare a discolpa.

 

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