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LUCA E PAOLO/ Dalle Iene Show alla Passione di Cristo

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Perché in questa loro "Passione" si sorride, certo, si ride anche di gusto: ma sempre con un retrogusto pensoso. Perché fra humour nero alla Celine, domande irrisolte alla Beckett e monologhi di puro teatro canzone, questi due matti di genovesi hanno rimesso in scena l'antico corpo a corpo col Cristo, il Cristo della croce e della speranza. Detta così è quasi un macigno, se non ci fosse l’arma letale dell’ironia. Letale perché ironia tutta in nero, quasi folle, sempre al limite: ma mai blasfema. Sta fra Beckett e Celine, abbiamo detto: ma anche fra Gaber e Totò & Peppino.

L'invenzione geniale è quella dei tre piani: i due ladroni ai piedi della croce, il controcanto per niente sublime di due scarafaggi che deridono l’inutile ricerca di senso degli uomini, e alcuni monologhi agrodolci che raccontano quello che siamo, miseria e nobiltà. Humour nero, celiniano leggero, sarcasmi gaberiani (quei “bisognerebbe…”, quei “ci vorrebbe…”), interrogativi ambiziosi. La scena è povera, nera, la croce è una sedia appesa sopra a un mini Golgota. A tagliarla dei semplici fondali e una quinta surreale con quegli uomini in bombetta senza volto di Magritte.

C’è pure un feretro con tanto di candele, e i costumi da scarafaggi alla Melevisione versione dark sono una bella invenzione. Forti anche le punteggiature musicali, col corredo di uno spiritosissimo gospel funkeggiante (“Morirai”) e una bellissima, trascinante canzone finale. Pungenti i monologhi a due sul funerale, sui comandamenti, sui miracoli, sulla solitudine.

Godibilissimo il quiz con Dio per concorrente, strepitoso il colpo di scena finale (che non vi racconto). Ma è la grana tutta dello spettacolo, coi suoi continui cambi di registro, a convincere. Qualche settimana di repliche, un po’ di footing col pubblico, e questa Passione si rivelerà una delle scommesse più inattese della stagione. «Io non riesco a capire quelli che sono tranquilli»: questa frase c’è rimasta sul taccuino e ce la rigiriamo fra le tasche. Da Luca e Paolo, quelli delle battutacce con Ilary? Sì, proprio da quelli lì.



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