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GLI ULTIMI DEL PARADISO/ Il sindacalista: le tante domande familiari a noi lavoratori. Ma la risposta quale sarà?

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GLI ULTIMI DEL PARADISO - Nella prima puntata della fiction Gli ultimi del Paradiso, trasmessa ieri sera su Rai Uno, si è assistito ad uno spaccato della realtà italiana. Quelle rappresentate da Gli ultimi giorni del Paradiso, infatti, sono state una serie di vicende intrecciate intorno al lavoro che avevano al centro la famiglia, i desideri, i bisogni, gli amori, le fatiche, i dolori di una molteplicità di personaggi che ciascuno di noi, probabilmente, ha incontrato e incontra nella vita di tutti i giorni.

 

Mario, Vittorio, Federico, Daniela, Lorenzo, il capo Morelli, con i loro conflitti, le lacerazioni nei rapporti rappresentano situazioni e circostanze in cui siamo immersi quotidianamente.

 

In questo senso lo sceneggiato segnala, con molto realismo, situazioni “normali” che accadono, pur con qualche tratto romanzato per esigenze di audience. Non ci troviamo di fronte ad un film-denuncia, come abbiamo visto in altre vicende rappresentate sugli schermi, descritte in modo forzoso ed estremo per ragioni diverse: dalla necessità di “bucare il video” per rientrare dai costi, alla volontà di imporre sui palcoscenici questo o quell'attore, al tentativo di agganciarsi politicamente a campagne di piazza su temi particolari.

 

In Gli ultimi del Paradiso le dinamiche e le circostanze del lavoro dei protagonisti sono descritte per come avvengono tutti i giorni in decine di migliaia di luoghi di lavoro, dall’organizzazione informale allo scarso rispetto di talune normative, spesso vessatorie nei confronti del lavoratore stesso, alcune assurde e altre sottovalutate (in particolare il lavoro nei cantieri o quello dell’autotrasporto, con orari che coincidono con la vita stessa degli autisti).

 

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