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IL PIANISTA - POLANSKI/ Trama film in onda stasera, 26 gennaio: le note del pianista Szpilman per non dimenticare la Shoah

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Il Pianista, la trama - Immediatamente dopo l'occupazione da parte delle truppe tedesche vengono emanate una serie di restrizioni alla popolazione. Władysław, che vive con il padre, la madre, il fratello Henryk e le due sorelle Regina ed Halina viene licenziato dalla radio di Varsavia e, dopo che la famiglia ha esaurito gli ultimi risparmi, è costretto a vendere il suo pianoforte prima di trasferirsi nel ghetto di Varsavia. Una volta trasferita nel ghetto la famiglia Szpilman inizia a vivere una realtà di miseria, di fame e di morte. Tutti cercano di sopravvivere e Władysław trova lavoro come pianista in un bar, ma il 15 marzo 1942 il regime nazista inizia le deportazioni di massa verso i campi di sterminio. Tutta la famiglia, ad eccezione di Heynryk ed Halina, viene avviata alla deportazione ma anche loro, inconsapevoli del fatto che i treni sono diretti verso lo sterminio, si uniscono ai familiari per rimanere uniti, avviandosi in questo modo verso un viaggio senza ritorno ma Władysław, prima di salire sul treno, viene tirato fuori dalla fila dallo stesso gendarme che gli aveva offerto l'arruolamento. Władysław ora è solo e riesce a trovare lavoro come carpentiere ma il pericolo di essere uccisi è costante e contemporaneamente iniziano a circolare le voci sulla reale sorte degli ebrei trasferiti da Varsavia. I pochi rimasti vivi, riescono ad introdurvi delle armi e dopo che Władysław è stato fatto fuggire e rifugiare in una casa sicura da una vecchia amica inizia una rivolta. Costretto ad abbandonare la casa ripara in casa di Dorota, una violoncellista che aveva conosciuto il giorno dello scoppio della guerra, che riesce a trovargli un altro nascondiglio presso una abitazione nel settore tedesco; qui troverà conforto in un vecchio pianoforte che fingerà di suonare nelle lunghe giornate vissute in solitudine. Con l'approssimarsi delle truppe russe Varsavia insorge e Władysław, scampato miracolosamente alla distruzione della città, rientra in ciò che resta delle macerie del ghetto vagando solo, ed ormai allo stremo delle forze, alla ricerca di cibo. Trovato riparo in una soffitta. Il giorno dopo viene scoperto da un ufficiale tedesco che, venuto a conoscenza della sua antica professione, lo conduce in una stanza dove c'è un pianoforte e lo invita a suonare; Władysław lo accontenta e l'ufficiale, rimanendo colpito dalla sua esecuzione, decide di aiutarlo e per i mesi successivi lo nutrirà fino a quando i tedeschi non abbandoneranno la città ed in quel momento l'ufficiale si congeda da Władysław chiedendogli il suo nome ma senza dirgli il proprio. Solo dopo la morte si scoprirà che il nome dell'ufficiale era Wilm Hosenfeld.

 

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