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CLOSE TO HOME/ Il legal drama "femminile" in cui l'assassino ti siede accanto

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In teoria, la giustizia deve essere imparziale, ma può riuscirci davvero, visto che ad amministrarla sono persone con una vita fatta di luci ed ombre e, soprattutto, emozioni? La gestione della pena di morte porta i nodi al pettine: a volte, Annabeth e i suoi colleghi sono favorevoli, più frequentemente cercano il patteggiamento, ma a guidare le loro scelte è il loro giudizio su quanto sia estremo il crimine commesso; il sentimento rassicurante trasmesso da Close to Home deriva dal fatto che gli avvocati in scena sono persone più sensibili, intelligenti, etiche della norma.

 

Ma viene da chiedersi, cosa succede nei tribunali in cui si muovono tutt’altro tipo di individui? È sottile infatti l’equilibrio tra sete di giustizia e rispetto per la vita umana; in questa serie, grazie al punto di vista privilegiato della protagonista, non si perde mai quel senso di umanità che permette di punire i colpevoli senza infierire. Insomma, se il mondo viene rappresentato com’è, di certo Annabeth e i suoi colleghi sono gli avvocati come vorremmo che fossero: agguerriti, abili nel loro lavoro… ma al servizio della verità e animati da autentica sensibilità umana. 

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