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POPIELUSZKO/ Il regista Wieczynski: un film che aiuta a spazzar via le menzogne del nostro tempo

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In Polonia, dopo il 1989, la fede delle persone é divenuta più profonda, ma una parte della società si é allontanata del tutto dalla Chiesa. Chi è rimasto frequenta però le funzioni regolarmente. E’ una scelta. Abbiamo anche molte vocazioni di giovani preti, il nostro paese esporta preti in tutto il mondo. Non vengono dai villaggi ma dalle grandi città, dai nuovi movimenti cattolici. La loro vocazione nasce perciò dal tentativo di capire cosa sia la fede.

 

Cosa significherebbe quindi, in tal senso, rimuovere i crocifissi?

 

Sono felice quando vedo una croce non solo perché fa parte della tradizione ma anche semplicemente perché c’è, perché è un segno, e un giorno potrà assumere un significato più profondo per qualcuno. Ma se viene proibita, allora torniamo ai tempi del paganesimo. Nello scorso secolo, e anche in questo, molte persone sono morte, e stanno morendo, per la croce. E’ una cosa che non dovremmo mai dimenticare.

 

Del suo film stupisce la coralità e il forte senso di comunità, degli operai di Solidarnosc ma anche di tutto un paese unito da qualcosa di più profondo degli interessi specifici. Nell’attuale società si può ancora dire questo “noi”? E come?

 

I polacchi hanno questa capacità di stringersi in comunità quando c’è un pericolo. Solidarnosc aveva questa capacità anche perché si fondava su valori evangelici, il primo uomo di Solidarnosc era, infatti, il Papa. Questa è la ragione. Credo che questa unità sia un’esperienza universale. In Polonia ora, a mio parere, si sarebbe di nuovo uniti di fronte al pericolo. Ma il pericolo, come dicevamo, è diverso da prima.

 

Cosa la spinge a credere questo?

 

Sempre più persone se ne accorgono. Per questo sono sicuro che un giorno arriverà una persona o un movimento grazie al quale l’unità farà ritorno. Ne sono convinto anche quando i giovani, soprattutto in Polonia, mi chiedono di quest’unità con una sorta d’invidia mista a desiderio. Mi chiedono “Come doveva essere meravigliosa quest’unità! E cosa ne avete fatto? Perché l’avete persa?”. E’ un desiderio forte e diffuso: credo perciò che quando ci renderemo conto che stiamo davvero perdendo la nostra anima, la nostra libertà, saremo di nuovo insieme.

 

Che cosa l’ha spinta a venire in Italia?


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