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LA PRIMA COSA BELLA/ Al cinema la toccante storia di una famiglia italiana raccontata da Paolo Virzì

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A Livorno lo aspetta la madre, che sta trascorrendo gli ultimi istanti della sua vita, tra terapie antidolore e un’inesauribile dose di vitalità, dopo un’inutile lotta contro il tumore. E c’è da chiedersi com’è possibile che l’energica e solare, purché malata, Stefania Sandrelli possa essere la genitrice dell’ombroso Bruno, che sembra quasi impegnarsi per voler essere infelice. L’espressione imbronciata del quarantenne protagonista si tramuta in quella di Bruno bambino e subito bisogna lodare le ottime scelte di casting: il figlio della Sandrelli da piccolo e da adolescente – come la sorella Valeria che da adulta è interpretata da Claudia Pandolfi – assomiglia incredibilmente nelle espressioni e nella fisicità al protagonista ormai adulto al capezzale della madre.

 

La figura di Stefania Sandrelli, che ricorda altre donne da lei interpretate in film come Io la conoscevo bene e Sedotta e abbandonata, da giovane ha le fattezze di Micaela Ramazzotti in un ruolo che a tratti assomiglia alla ragazza madre da lei interpretata in Tutta la vita davanti. La loro prova, come quella di tutti gli attori del film, conferma le ottime doti registiche di Virzì, che sa dirigere gli attori come pochi altri colleghi.

 

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