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SHERLOCK HOLMES/ L'anti-eroe di Guy Ritchie che ci regala sonni (quasi) tranquilli

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Gli eventi si succedono in modo non sempre imprevedibile e forse lo spettatore non si sorprende davvero per la risoluzione del caso, ma non c'è tempo di accorgersi delle lacune nella trama, perchè si viene trascinati nel vortice degli scambi brillanti e serrati di Holmes e Watson, dei ragionamenti incredibili dell'investigatore e degli effetti speciali delle scene action. Con furbizia si è deciso di costruire il caso attorno alla magia, elemento mystery che si inserisce bene nel contesto dell'epoca (siamo nella Londra gotica e dark del 1890) e porta pepe alla vicenda, confondendosi con le innovazioni tecnologiche che ancora sembrano parenti dell'alchimia ma che, come sottolinea Sherlock, rappresentano la porta verso il futuro (che noi spettatori ben conosciamo).

 

E la Londra tardo ottocentesca viene riprodotta magnificamente, giocando sulle tonalità del grigio, del blu e del rosso, con scenografie che a tratti ricordano le illustrazioni e i fumetti e si alternano a riprese realistiche del Parlamento e del Big Ben, rivelando un legame esplicito con la graphic novel del produttore Lionel Wigram. Il risultato è un adattamento del modello letterario ardito e brillante, con qualche stravaganza che tuttavia non stona nel contesto, dialoghi godibili e richiami sottili a precedenti letterari e cinematografici (da Edgar Allan Poe a Batman): un film che può soddisfare chi ama detection, mystery, fumetti ma anche la commedia brillante e umoristica della tradizione anglosassone.

 

Ma sotto la superficie brillante, l'affondo negli intrighi politici, nella corruzione e nel potere subdolo che certi personaggi riescono a costruirsi per influenzare le masse rendono la pellicola interessante anche sotto l'aspetto tematico: non ci si aspetti una riflessione complessa sul problema del Male nella vita umana e nella società, o un approfondimento dei rapporti interpersonali, perchè si rimarrà delusi. Bisogna godersi il carisma travolgente dei protagonisti e cogliere le allusioni alla lotta dei singoli contro un sistema che utilizza qualsiasi mezzo – la giustizia, la politica, la superstizione, le conquiste tecnologiche – per ottenere la cosa più ambita: il potere. Sherlock Holmes, come Batman o Spiderman, usa il suo talento (l'intuizione, la capacità deduttiva) per sferrare un colpo basso alle brutture del mondo: un anti-supereroe, scanzonato ed eccentrico, e per questo ancora più simpatico, che regala almeno la speranza che, finché esistono Sherlock Holmes in giro, possiamo dormire sonni (quasi) tranquilli.



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