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SANT'AGOSTINO/ Il regista: il pubblico non incontrerà il Santo, ma un uomo che si converte

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Essendo stato educato da cattolico, lo conoscevo sotto il profilo religioso e spirituale, ma, essendo mio padre un avvocato, anche questo aspetto di Sant’Agostino mi ha sempre affascinato. Conoscevo il filosofo e l’oratore cortigiano che si è allontanato dal compiacimento e dall'egocentrismo derivante dal suo ovvio talento per indirizzarlo verso la fede cristiana. La ricerca e poi la rappresentazione di un uomo che ha vissuto una conversione così profonda ha avuto un marcato impatto spirituale su di me e, in un certo senso, ho percepito una specie di invito divino a presentare al pubblico qualcosa di questa esperienza personale.


Il film segue la vita di Sant’Agostino in modo fedele, o qualche parte è stata romanzata?

 

Abbiamo condotto ricerche molto attente su Sant’Agostino e la maggior parte dei personaggi è basata su figure storiche. A scopi narrativi abbiamo costruito uno schema nel quale un Sant’Agostino più anziano, sull’orlo di perdere tutto quanto ha costruito sotto l’incalzare dei Vandali, riconsidera il suo passato attraverso i suoi scritti. Con questo schema narrativo abbiamo dovuto alleggerire alcune circostanze per questioni di tempo. Per esempio, non siamo entrati nel fatto che allora vi fossero due imperatori e abbiamo parlato solo di quello residente a Milano, dove Agostino era diventato oratore di corte. Ma ci siamo attenuti per la maggior parte del racconto alla verità storica.

 

Qual è, secondo lei, il punto di forza di questo film, quello che può renderlo un successo televisivo?


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COMMENTI
01/02/2010 - sant'agostino sceneggiato (claudia basso)

per chi ha letto e riletto le Confessioni come libro da lasciare sul comodino per la pregnanza delle parole e come libro che narra una storia a volte come un romanzo, questo sceneggiato è una delusione. non vengono messe in risalto neanche lontanamente le esperienze interiori ed esteriori di Agostino, i sui vizi ,i suoi errori, i suoi combattimenti spirituali, non si copisce qual è l'iter della sua conversione, cosa pensasse quando si dichiarava manicheo ecc, la sua grande operosità nello scrivere ecc. va bene che si tratta di uno spettacolo che deve essere destinato a un vasto pubblico ma penso che si avesse diritto ad avere una visione più approfondita di questo personaggio che prima ancora che santo era un uomo come noi. mi dispiace la regia e la sceeggiatura andavano dati a chi conosceva bene questo santo e non a persona e che lo approcciavano solo per confezionare un prodotto commerciale. rossellini avrebbe fatto meglio a proposito perchè non ritrasmettono le sue biografie di personaggi famosi? paola

 
01/02/2010 - Realtà dinamente umana. (claudia mazzola)

Sono una donna non sono una santa, anche se ci aspiro, ed ho entusiasmo per la storia di san Agostino perchè desidero guardare il seguito stasera! Grazie.

 
01/02/2010 - Un'occasione mancata (Agostino de Lieto Vollaro)

Fiction di pessima qualità, situazioni irreali dialoghi falsi, scene dal gusto grossolano per venire incontro alle esigenze dell'auditel e degli sponsor pubblicitari. La stessa intervista al regista tradisce la ricerca spasmodica del successo degli ascolti indispensabile per la TV di oggi: "cerchiamo di raggiungere un largo pubblico" e così la storia del Santo è stata raccontata, sia tecnicamente sia come contenuto, come se fosse un romanzo d'appendice. Peccato, un'occasione mancata.