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SANT'AGOSTINO/ Il regista: il pubblico non incontrerà il Santo, ma un uomo che si converte

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Mi sentiva attorno a lui con la steadicam e quasi percepiva le mie istruzioni senza che io le dovessi esprimere. Il risultato è stata una delle più sorprendenti interpretazioni che Alessandro abbia mai offerto e una ripresa tra le più complesse che io abbia mai girato. Allo stesso tempo ha dato scorrevolezza al personaggio, avvantaggiando tutta la storia.


Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate nel passaggio dalla sceneggiatura alla messa in scena?

 

Come per tutti i racconti storici è essenziale cercare di ricostruire accuratamente l’autenticità delle scene. Siamo stati aiutati dall’aver girato negli Empire Studios in Tunisia, di cui Lux Vide è comproprietaria. Abbiamo così potuto rispettare l’autenticità dei set e delle location nonostante un budget limitato. In precedenti occasioni mi ero abituato a lavorare con budget molto più grandi e abbiamo dovuto ricorrere a tutta la nostra abilità di cineasti per realizzare una fiction di questa ampiezza.


In che maniera avete ovviato al budget limitato?


Daniele Passani, il nostro line producer, mi ha sempre fornito ciò di cui avevo bisogno, ma sempre sfruttando al massimo le risorse che ci erano consentite. Così come è stato molto bravo Paolo Zaccara, il nostro responsabile delle visualizzazioni, un aspetto molto importante nel nostro film, che ci ha consentito per esempio, nei luoghi storici di eliminare digitalmente elementi di disturbo, o di moltiplicare la folla o gli eserciti. Anche il tempo atmosferico è stato dalla nostra parte e il produttore, Luca Bernabei, mi ha detto che in tutte le sceneggiature con un soggetto spirituale in cui è stato coinvolto ha riscontrato accadere un piccolo miracolo. Io posso veramente dire che con Sant’Agostino ho potuto sperimentare ogni giorno piccoli miracoli.


A parte il protagonista, c’è un personaggio che, mentre giravate il film, ha assunto un peso inaspettato, ha rivelato – magari grazie all’interprete – un potenziale non previsto?


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COMMENTI
01/02/2010 - sant'agostino sceneggiato (claudia basso)

per chi ha letto e riletto le Confessioni come libro da lasciare sul comodino per la pregnanza delle parole e come libro che narra una storia a volte come un romanzo, questo sceneggiato è una delusione. non vengono messe in risalto neanche lontanamente le esperienze interiori ed esteriori di Agostino, i sui vizi ,i suoi errori, i suoi combattimenti spirituali, non si copisce qual è l'iter della sua conversione, cosa pensasse quando si dichiarava manicheo ecc, la sua grande operosità nello scrivere ecc. va bene che si tratta di uno spettacolo che deve essere destinato a un vasto pubblico ma penso che si avesse diritto ad avere una visione più approfondita di questo personaggio che prima ancora che santo era un uomo come noi. mi dispiace la regia e la sceeggiatura andavano dati a chi conosceva bene questo santo e non a persona e che lo approcciavano solo per confezionare un prodotto commerciale. rossellini avrebbe fatto meglio a proposito perchè non ritrasmettono le sue biografie di personaggi famosi? paola

 
01/02/2010 - Realtà dinamente umana. (claudia mazzola)

Sono una donna non sono una santa, anche se ci aspiro, ed ho entusiasmo per la storia di san Agostino perchè desidero guardare il seguito stasera! Grazie.

 
01/02/2010 - Un'occasione mancata (Agostino de Lieto Vollaro)

Fiction di pessima qualità, situazioni irreali dialoghi falsi, scene dal gusto grossolano per venire incontro alle esigenze dell'auditel e degli sponsor pubblicitari. La stessa intervista al regista tradisce la ricerca spasmodica del successo degli ascolti indispensabile per la TV di oggi: "cerchiamo di raggiungere un largo pubblico" e così la storia del Santo è stata raccontata, sia tecnicamente sia come contenuto, come se fosse un romanzo d'appendice. Peccato, un'occasione mancata.