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SANT'AGOSTINO/ Il regista: il pubblico non incontrerà il Santo, ma un uomo che si converte

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Grazie al buon lavoro della responsabile del casting, Teresa Razzauti, gli attori erano tutti adeguati ai personaggi che dovevano interpretare. Un esempio è la scelta di Francesca Cavallini, di solito impiegata in ruoli romantici, per il ruolo della fredda, dura, calcolatrice madre del giovane imperatore, che è riuscita anche a comunicarci una figura materna e ferocemente protettiva. Ma ve ne sono molti altri…


Quali, ad esempio?

 

Johannes Brandrup, nella parte del giovane Valerio è stato perfetto come amico del cuore di Agostino, così come lo sono stati Gerard Alexander Held, Valerio da vecchio, e Franco Nero, nella parte di Sant’Agostino anziano. Monica Guerritore ha offerto un’interpretazione unica e delicata nel non semplice ruolo di una figura materna che non ha mai smesso di aver fiducia nella capacità di suo figlio di progredire e cambiare.

 

E tra i personaggi minori?


Andrea Giordana ha fornito una sorprendente interpretazione del vescovo Ambrogio, rappresentando in un modo estremamente efficace la sua capacità di vedere dentro Sant’Agostino, di cui diventa il vero mentore e colui che provoca la sua trasformazione spirituale. Al centro del film c’è la complessa relazione tra Agostino e la sua amata schiava Khalida. Serena Rossi recita con delicata grazia nella parte di questa schiava, che segue Sant’Agostino, gli dà un figlio, lo sostiene nel suo lavoro e nella sua trasformazione, fino al sacrificio finale di lasciarlo perché possa continuare nelle mani di Dio. La sua intesa sullo schermo con Alessandro dà un grande apporto alla storia, con tutti i corretti elementi del dramma.

 

Quali aspetti, durante la lavorazione del film, le sono rimasti più favorevolmente impressi nella memoria?

Ho avuto la fortuna di poter utilizzare la stessa squadra italiana della mia precedente produzione su Coco Chanel. È stata la mia seconda esperienza con un équipe italiana e mi sono trovato immediatamente a casa, loro sono diventati rapidamente come una seconda famiglia per me. Tutti hanno giocato un ruolo fondamentale, a cominciare dal produttore Luca Bernabei e gli altri della Lux, che mi hanno lasciato libero di mettere le mie capacità al servizio della storia, dandomi anche la migliore squadra creativa che abbi amai incontrato. E poi la straordinaria progettazione dei set di Carmelo Agate, o i costumi di Stefano De Nardis, il prezioso contributo di Sergio Ercolessi nel dare autenticità alla atmosfera attorno agli attori e alle loro interpretazioni.

 

Che ruolo ha svolto il feeling tra lei e la sua squadra nella realizzazione del film?


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COMMENTI
01/02/2010 - sant'agostino sceneggiato (claudia basso)

per chi ha letto e riletto le Confessioni come libro da lasciare sul comodino per la pregnanza delle parole e come libro che narra una storia a volte come un romanzo, questo sceneggiato è una delusione. non vengono messe in risalto neanche lontanamente le esperienze interiori ed esteriori di Agostino, i sui vizi ,i suoi errori, i suoi combattimenti spirituali, non si copisce qual è l'iter della sua conversione, cosa pensasse quando si dichiarava manicheo ecc, la sua grande operosità nello scrivere ecc. va bene che si tratta di uno spettacolo che deve essere destinato a un vasto pubblico ma penso che si avesse diritto ad avere una visione più approfondita di questo personaggio che prima ancora che santo era un uomo come noi. mi dispiace la regia e la sceeggiatura andavano dati a chi conosceva bene questo santo e non a persona e che lo approcciavano solo per confezionare un prodotto commerciale. rossellini avrebbe fatto meglio a proposito perchè non ritrasmettono le sue biografie di personaggi famosi? paola

 
01/02/2010 - Realtà dinamente umana. (claudia mazzola)

Sono una donna non sono una santa, anche se ci aspiro, ed ho entusiasmo per la storia di san Agostino perchè desidero guardare il seguito stasera! Grazie.

 
01/02/2010 - Un'occasione mancata (Agostino de Lieto Vollaro)

Fiction di pessima qualità, situazioni irreali dialoghi falsi, scene dal gusto grossolano per venire incontro alle esigenze dell'auditel e degli sponsor pubblicitari. La stessa intervista al regista tradisce la ricerca spasmodica del successo degli ascolti indispensabile per la TV di oggi: "cerchiamo di raggiungere un largo pubblico" e così la storia del Santo è stata raccontata, sia tecnicamente sia come contenuto, come se fosse un romanzo d'appendice. Peccato, un'occasione mancata.