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BUMP/ Il "Reality Show" sull'aborto che fa scandalo, ma infrange un tabù

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Il reality show che sottopone tre casi fittizi di donne incinte al voto degli spettatori, che ne determineranno l’opportunità di abortire, ha creato molte polemiche. Tantissime. Si tratta di un programma in onda negli USA, intitolato “Bump”, che mette in scena situazioni costruite dagli autori: una delle tre donne protagoniste sarebbe rimasta incinta dopo che il marito militare è partito in missione, un’altra sarebbe rimasta vittima di violenza domestica, mentre la terza sarebbe alle prese con un fidanzato che non vuole avere figli.

 

Le reazioni di sconcerto sono giustificate. È ovvio che vita e morte non sono un fatto “democratico”, cioè da risolvere con la maggioranza dei voti; ma questa disponibilità a far passare le decisioni etiche per via maggioritaria ci è forse ignota? Lo spunto ci riporta a un fatto di relativa attualità, quando in Italia si voleva che attraverso un referendum fosse data la possibilità di modificare una legge che regolamenta proprio l’inizio della vita (la legge 40).

 

Chi voleva votare allora, forse non dovrebbe scandalizzarsi più di tanto oggi di fronte a questo reality, per di più di fronte ad una decisione di vita solo virtuale.

 

Dal canto nostro, noi continuiamo a credere che la vita non sia legabile in alcun modo a maggioranze, ma al riconoscimento senza ma e senza se della sua dignità.

 

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COMMENTI
16/02/2010 - Ascoltare per sapere. (claudia mazzola)

E' sempre così diversa la realtà dalla finzione, mio padre non fa finta di essere buono, lo è! Se il reality è fatto per conoscere la ragione della gente può fare bene.