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VAMPIRE DIARIES/ L'uomo ideale del 2010? Nasce in età vittoriana...

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Chi è l’uomo ideale del XXI secolo? Canini lunghi, pelle bianca come il marmo, sensuale, tenebroso e con una malsana ossessione per il sangue: insomma, il Vampiro.

 

Twilight, Buffy, Underworld, Dracula sono le tracce più evidenti del passaggio dei vampiri sugli schermi, e il loro potere non sembra vacillare: infatti, una nuova serie Tv ha raggiunto l’Italia, Vampire Diaries (in onda su Mya), che narra la storia di Elena Gilbert, liceale americana orfana di genitori che s’innamora di un misterioso compagno di scuola, Stefan Salvatore, in realtà un vampiro. La serie è basata sui libri di Lisa Jane Smith, precedenti la saga di Twilight, a dimostrazione che il fascino del succhiasangue passa attraverso la parola scritta prima di trasformarsi in immagine.

 

In realtà, le leggende sui vampiri hanno origini molto antiche ma entrano prepotentemente nella letteratura durante l’Ottocento, quando l’irlandese Bram Stoker pubblica il suo Dracula: siamo in pieno Romanticismo e molti romanzi e poesie si nutrono del binomio Amore e Morte.

 

Il Vampiro, il non-morto che secondo la tradizione torna a tormentare i vivi, diventa un inquietante simbolo romantico, un mostro che desidera il sangue (simbolo della vita) altrui e dunque da temere, ma allo stesso tempo un gentiluomo seducente che entra nei sogni delle donne, attratte e respinte, terrorizzate ed eccitate. Se allora il Vampiro poteva essere visto come il simbolo della liberazione sessuale nella rigida società inglese, perché ai nostri giorni ha ancora tanto seguito?

 

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