BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ANNO ZERO/ Quell’omaggio a Pasolini che alimenta la speranza dell’Abruzzo

Pubblicazione:

milo-valloneR375.jpg

Il racconto ruota intorno alla figura di Bariona capo di un villaggio vicino a Betlemme. La storia è ambientata nell’epoca in cui la Giudea era oppressa dai Romani e vessata da continue richieste di tributi. Alla notizia della nascita del Messia, di un nuovo Re, Bariona, credendo che sia nient’altro che un nuovo oppressore, decide di recarsi a Betlemme per ucciderlo, ancora in fasce.


Ma prima l’incontro con un “angelo”, poi l’incontro con uno dei Magi e non ultima la visione di Gesù Bambino (attraverso gli occhi di suo padre, San Giuseppe), riescono definitivamente a far mettere da parte al nostro protagonista il suo piano malvagio e con esso ogni diffidenza verso il Messia.


È proprio Melchiorre che gli indica il senso ultimo di quel bambino nato in silenzio: «Dunque, il Cristo è venuto per riscattarci; è venuto per soffrire e per mostrarci come sia necessario servirci della sofferenza. Poiché non bisogna ruminarla e neanche rassegnarsi. È una cosa del tutto naturale, è del tutto ordinaria la sofferenza e conviene accettarla come se vi fosse dovuta. Mettiti in regola con lei al più presto; riponila bene al caldo, nel profondo del tuo cuore, come fosse un cane coricato vicino al focolare. Allora scoprirai questa verità che il Cristo è venuto ad insegnarti che tu non sei la tua sofferenza. Tu la superi infinitamente».

 


PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO >> QUI SOTTO



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >