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ANNO ZERO/ Quell’omaggio a Pasolini che alimenta la speranza dell’Abruzzo

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«Un messaggio di speranza per un Abruzzo che vuole rinascere dopo il dramma dello scorso 6 aprile, quando non sono crollate solo le case ma anche e soprattutto tante persone, tante certezze, tante illusioni. E così, questa nostra terra si ritrova a costruire da capo. Si ritrova, in qualche modo, all’anno zero». Milo Vallone, regista e attore pescarese, descrive così Anno Zero, il suo primo film presentato a livello nazionale negli scorsi giorni.


Una pellicola intensa che, nei prossimi giorni, aprirà la serie di appuntamenti promozionali dell’Abruzzo alla Bit, la Borsa Internazionale del Turismo di Milano, una scelta che lo stesso Vallone non esita a definire «dall’alto valore simbolico», visto che questa Regione si riaffaccia per la prima volta sul palcoscenico internazionale dopo la tragedia del terremoto.


Per lanciare con assoluta essenzialità questo necessario anelito di speranza, Vallone ha scelto gli sguardi profondi, il bianco e nero, i luoghi e le ambientazioni popolari, l’intensità degli sguardi, i silenzi prolungati e rumorosi che rimandano a Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini. Ne è uscito un grido netto, rivolto alla gente abruzzese, per dire che non è finita, che si può e si deve guardare avanti, perché è nato e vive per ogni uomo colui che è il senso di ogni cosa, anche della sofferenza che nasce dalle macerie, del terremoto e della vita di tutti i giorni.

 


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