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S. AGOSTINO/ Il merito di una fiction che riporta il Santo tra gente, divani, cene e playstation

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Riccardo, 11 anni, sta giocando alla playstation. A un certo punto sbircia in salotto dove i genitori e il sottoscritto sono al televisore. Attratto da noi attaccati allo schermo si infila sul bracciolo del divano. La fiction è iniziata da un pezzo, ma anche lui si ferma, attirato a sua volta (e da cosa si giudica un prodotto televisivo se non dalla sua capacità di incollare lo spettatore trascinandolo come su un tapis roulant dentro di sé in qualsiasi momento?). Alla fine, mentre scorrono i titoli di coda, Riccardo esclama: “Che bello! Ma chi è?”

 

Penso che questa esperienza di Riccardo sia la stessa di tanti milioni di telespettatori (stimati tra i 7 e gli 8 milioni! Non male per un soggetto religioso sostanzialmente sconosciuto in prima serata) che nelle ultime due sere hanno incontrato su Raiuno la figura grandiosa e insieme poliedrica di Sant’Agostino. La sua visione ha provocato uno stupore misto a domanda in tanti che ne conoscevano al massimo il nome o la fama di scapestrato che “poi” si converte.

 

Volete un test? Chi di voi che state leggendo ieri sera non è andato nella sua piccola o grande libreria di casa a togliere la polvere dall’edizione delle Confessioni che dai tempi del liceo era dimenticata? E quanti oggi andranno a fare la fila nelle librerie (anche non cattoliche perché è proprio qui la forza di Agostino: parla all’uomo non al semplice “credente confessionale”) per comprarne una copia?

 

Certo: i puristi della storia e gli esegeti dei testi arricceranno il naso (e più di uno) visto le diverse licenze poetico-cinematografiche che gli autori si sono presi per raccontare la vicenda umana e spirituale del Vescovo di Ippona (anche se a chi ha ben guardato le licenze sono in numero molto minore rispetto ai fatti così come si sono svolti). Potremmo anche noi entrare nel merito sulla storicità o meno di certe figure e situazioni (ma dove è finita la donna senza nome? Perché se ne è andata? Le navi del Papa mandate a salvare Agostino?), ma non ci interessa. Le lasciamo agli studiosi “seri”.

 

Noi ci domandiamo semplicemente: qual è lo scopo di una miniserie televisiva? E specificatamente su una figura profonda come Agostino? Secondo noi una fiction in prima serata “serve” per bucare il video e far venir voglia di conoscere di più - in presa diretta ovvero leggendo i suoi testi - l’autore presentato. E la fiction di Raiuno ha raggiunto il suo scopo: ha “bucato” non solo il video, ma il cuore degli spettatori. Con alcuni momenti di vertice quando le parole stesse di Agostino - e non tanto gli sguardi di Preziosi - ci hanno raggiunto dalla profondità dei secoli: “Tardi ti amai, bellezza tanto antica e tanto nuova…”.

 

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COMMENTI
02/02/2010 - La fiction su S.Agostino (Gennaro Devoti)

Ora voi penserete, ma costui perchè scrive ....io non ho potuto vedere la fiction semplicemente oerche la R.A.I non ha ancora messo a punto il sistema dei decoder, difatti da alcuni giorni i tre canali rai non danno segnale, ringrazio il servizio di stato per questo e per tutti i disagi dovuti all'approssimazione , io amo S, Agostino di cui ho letto oltre alle confessioni , la città di Dio ed altro , è stato il Santo che insieme ad altre circostanze 6 anni fà mi ha fatto riabbracciare la Chiesa e intensificare il mio rapporto con Crist; Per questo mi rammarico motto di non aver visto le due puntate.....ma nulla è perduto , intanto non potendo fare commenti posso dire che una cara amica diciamo "atea" mi ha chiesto se le prestassi il libro "Le Confessioni" è rimasta folgorata e poi è molto importante la diffusione di un messaggio poco conosciuto alle masse i "colti i teologi gli esegeti .......ecclo conoscono gia. Dio si disvela piano e come desidera Lui AUGURI!!

 
02/02/2010 - Un invito ad approfondire le domande del cuore (Alessandro Ribeca)

Chi ha letto "Le confessioni", chi conosce il Santo, non può che rimanere deluso per alcune leggerezze nella sceneggiatura. Ma è meglio una rappresentazione aderente perfettamente alla realtà o una fiction che appassiona e che riesce a tenere incollati tutti anche i bambini? Meglio la seconda possibilità... Meglio perchè se hai un cuore aperto come quello di un bambino, inevitabilmente, finito il film, rispoleveri quel libro che non apri da anni, vai su internet e cerchi maggiori informazioni. Soprattutto ti guardi dentro ed inizi ad esplorare il tuo cuore, i tuoi desideri, inizi a domandarti perchè quella figura ti affascina così tanto... Insomma la fiction è uno spunto: il resto, l'andare a fondo, è un problema personale. Quindi va bene così.

 
02/02/2010 - Trarre il bene da ogni cosa. (claudia mazzola)

Ho vissuto con il cuore la sua conversione, mi ha colpito la forza di S.Agostino nel riconoscere il Signore e la speranza della madre, costante nella preghiera. Io e mio marito Gianfranco mentre guardavamo quell'uomo, facevamo memoria di quando Lo abbiamo riconosciuto noi, e giù lacrime di gioia!

 
02/02/2010 - Se tutto va bene ........ (Agostino de Lieto Vollaro)

Fiction di pessima qualità, situazioni irreali dialoghi falsi, scene dal gusto grossolano per venire incontro alle esigenze dell'auditel e degli sponsor pubblicitari. La stessa intervista al regista tradisce la ricerca spasmodica del successo degli ascolti indispensabile per la TV di oggi: "cerchiamo di raggiungere un largo pubblico" e così la storia del Santo è stata raccontata, sia tecnicamente sia come contenuto, come se fosse un romanzo d'appendice. Peccato, un'occasione mancata. Una commedia commerciale che nulla fa capire dei reali motivi della conversione del santo. Gioire di questi prodotti! Sì se tutto va bene così... siamo rovinati.

 
02/02/2010 - S.AGOSTINO (CORRADO RUINI)

Complimenti al giornalista che ha scriutto questo pezzo. Io non sono riuscito a fare fermare nessuno dei miei tre figli di 18-16-10 (FORSE SBAGLIANDO) parlando con loro prima di questa fiction che aspettavo e visti i positivi commenti del Santo Padre mi pregustavo. Il SANTO è una delle figure più amate dal nostro grande PAPAe già questo credo sia sufficiente per poter dire che si tratta di un gigante "sconosciuto" ahimè ai più che oggi bruciano il loro tempo con persone e svaghi ben più bassi di livello.