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MEETING FILM FESTIVAL/ Un corto per raccontare la realtà

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Certo, e la prima di queste è sicuramente il Meeting stesso, dove è possibile incontrare nello stesso corridoio un vecchio amico dell’Università, un capo di stato dal Medioriente, un coro russo di sessanta persone; oppure capita di sedersi a tavola e mangiare piatti tipici trentini con amici irlandesi serviti da un volontario brasiliano. Così nasce la curiosità di sapere di più di queste persone, il desiderio di vedere la terra da cui provengono, conoscere il lavoro che fanno, scoprire abitudini e stili di vita. Immaginare che tutte queste cose ciascuno se le porti dentro, e come sarebbe bello se potesse mostrarle a tutti gli altri filtrate dal suo occhio e dalla sua storia: da qui a progettare un filmfestival il passo è in un certo senso breve.

 

Quale è stata, concretamente, la molla di partenza del Festival?

 

Sono stati degli incontri. Capita che a New York, dove mi trovavo per preparare lo spettacolo inaugurale del Meeting ‘07, il Giovanna d’Arco di Dryer, condivido queste idee con Salvatore Petrosino, Gene Stavis e Simonetta d’Italia della School of Visual Art e insieme si decida di dar corpo a questa idea con un concorso per cortometraggi, che dia l’opportunità, appunto, di raccontare e raccontarsi.

 

Cifre, numeri, qualità: soddisfatti delle prime edizioni?

 


Come non essere soddisfatti? A questa prima embrionale idea hanno subito aderito in tanti, professionisti seri del mondo cinema, ormai amici e partner dell’iniziativa, tutti nomi che ho già citato e senza i quali non sarebbe possibile realizzare il concorso. Ogni anno, poi, si aggiunge qualcuno di nuovo, perché chi già fa parte della giuria e dello staff ha piacere di invitare qualche amico professionista che gli sta particolarmente a cuore. Dopo il grande gesto di amicizia di Pupi Avati, presidente di giuria della prima edizione, nel 2009 si è aggiunto alla compagine Niccolò Bongiorno, documentarista, che un anno fa stava lavorando a New York, e Gigio Alberti, che anche se restio ai luoghi troppo affollati e ai bagni di folla, dopo lo spettacolo inaugurale che l’ha visto protagonista, il Miguel Manara, ha accettato di prolungare la sua permanenza al Meeting per prendere parte alla giuria.

 


Altri motivi di soddisfazione?

 


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CON IL VIDEO DI YOUTUBE DEL FILM VINCITORE DELL'EDIZIONE 2009, 

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