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INSEGNAMI A SOGNARE/ Non convince l'amarcord di Pino Insegno targato Rai

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Insegno intanto compone sonetti sull’amore e subito assale il cuore una cupa nostalgia di Zelig e del suo sommo poeta Lastrico. Il paradigma della burla dantesca è ripreso più avanti anche da Sergio Fiorentini che ci dettaglia graziosamente Il girone della pubblicità, introducendo un fin troppo breve accenno al mito del Carosello.
Frequenti i cali di ritmo e le ingiustificate lentezze: è il caso dell’alternarsi delle magistrali letture di bollette e liste della spesa gassmaniane con speculari (almeno negli intenti) composizioni dell’emulatore Insegno.
Manca il tocco intelligente e lieve che occorre per portare la cultura nel varietà, ne consegue anche una fastidiosa riduzione del monologo d’apertura del Riccardo III  a chiassosa gag.

L’interpretazione di "Però mi vuole bene" (Quartetto Cetra 1964) ci svela sin da subito il problema ontologico e irrisolvibile dello show: la grazia, l’armonia luminosa, la levità di quegli anni non sono emulabili oggi.
Insegno, il suo corpo di ballo, gli attori dell’Accademia romana, gli ospiti in sala, per quanto brillanti e professionali, non possono che apparire goffi e pesanti nel tentativo di riportare sullo schermo qualcosa che è andato perduto per sempre, grande in quanto non riproducibile, come la Sistina, come la Nona.
Per questo sarebbe stato più sapiente dare spazio e forma al materiale d’archivio, lasciar parlare i protagonisti, affidarsi ai ricordi di chi ha fatto lo spettacolo in quegli anni e sa che ogni momento ha il suo sapore irritrovabile.

Nel finale, miracolosamente, come un mattino, fiorisce dal nulla la voce di Marcello Mastroianni che parla di ricordi. L’unico momento del programma davvero in linea con gli intenti poetici, magici e nostalgici.
«Ricordati quello che hai visto» dice «perché quello che dimentichi torna a volare nel vento».
Marcello ci rammenta così quanto le “cose vedute” creino una generazione, e apre uno spiraglio su ciò cui ci sarebbe piaciuto assistere in questa serata.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
04/03/2010 - Non sogno ma incubo! (M.Rita Bianco)

Lasciateci riascoltare e rivivere le nostre canzoni da soli! Può essere piacevole rivedere una scenetta con Chiari o con gli insuperabili Mondaini Vianello, ma ormai siamo bombardati! E quello che disturba é colui che, a turno, presenta quei veri mostri sacri di bravura, alcuni ancora con noi e altri, purtroppo, non più! Di fronte a Frank Sinatra si tace! Di fronte a Walter Chiari pure. Davanti a talenti di quel genere si guarda e si ascolta. Si impara magari...se si può! Quanti programmi sarebbero accettabili senza presentatore...ve lo siete mai chiesti? Io sempre, semmai mi capita di guardarli. Poi, ultima cosa. Sognare! Sognate di notte che di giorno fa male! Il sogno, si fa per dire, più bello é vivere ogni giorno, rispondere alla realtà! La vita é questa e il sogno di porta con il sedere per terra e ti fa pure tanto male... Il sogno di Pino é grottesco, palloso, banale...insomma é un incubo!