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PARANORMAL ACTIVITY/ La ghost-story che si crede un reality show

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Rimane il problema della qualità artistica della pellicola e del suo strenuo desiderio di farsi passare come vero documento. Quest'ultimo ingranaggio ovviamente non gira; dico ovviamente perché dopo il film del 1999, dopo i vari Grandi Fratelli, dopo i 15 minuti di notorietà che offre YouTube e accoliti, all'effetto realtà non crede più nessuno.

 

Semmai, la ripresa stile reality è buona per creare qualche scena ad hoc che funziona più di un lavoro di fino fatto in camera di montaggio (Rec, 2007, ne è un buon esempio). Paranormal Activity non è un film che decide di essere reality per scelta artistica, è semplicemente reality perché non aveva alternative, dato il budget a disposizione e la non professionalità dell'israeliano Oren Peli, un progettista di videogame con la passione del cinema horror.



La storia alla base è semplicissima: si tratta di una comune ghost-story o, detto meglio, della storia di un imprecisato demone che abita la casa dei due giovani; i due non possono lasciare l'abitazione perché, a quanto si capisce, l'entità seguirebbe comunque la ragazza, ma la cosa forse è un po' più complessa (alla Entity,1981).


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COMMENTI
05/02/2010 - Vade retro spauracchio (claudia mazzola)

Da quando sono nata rifiuto i film "di paura", turbano l'animo e i sensi, fanno male inconsciamente. Ho ricordi bellissimi di letizia famigliare nel guardare commedie semplici dvanti alla TV, perchè tremare d'orrore da soli o in compagnia non è certo un'avventura d'amore, io ci tengo al mio cuore!