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LOST 6/ 1. Aspettando l'ultima stagione: tra misteri e psiche, è il momento della verità...

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Con un mosaico che intreccia senza sosta il passato e il presente della narrazione (ma anche il futuro), Lost si basa su una struttura dinamica e ben congegnata, dove lo spettatore scopre e riscopre continuamente le verità nascoste dietro ai personaggi che sono, in fondo, il cuore pulsante della serie.


È vero che ci sono i misteri dell'isola, ma è grazie soprattutto ai personaggi e ai rapporti che intercorrono tra loro che Lost accende continuamente l’interesse del pubblico. Ne sono un esempio il triangolo amoroso tra Jack, Kate e Sawyer, oppure il rapporto ambiguo tra Benjamin e Locke, entrambi colonne portanti della serie per la capacità che hanno di portare alla luce, in modo mai scontato, temi di grande profondità (l’amore, la fiducia, il potere, la dialettica tra fede e ragione).


Per la grande cura che gli sceneggiatori hanno riposto nelle psicologie (ancora prima che nei misteri), Lost si rivela una serie ricca di rimandi filosofici e religiosi, complessa dal punto di vista iconografico (numerosi i richiami ad antiche culture, ma anche al mondo moderno con particolare attenzione alla cultura popolare), tutti elementi che contribuiscono alla caratterizzazione dei personaggi, che acquistano, puntata dopo puntata, una familiarità con il pubblico e una tridimensionalità rare sia nel cinema che nel piccolo schermo.


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