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Cinema, Televisione e Media

LOST 6/ 1. Aspettando l'ultima stagione: tra misteri e psiche, è il momento della verità...

Ancora un giorno soltanto, e i numerosi affezionati di Lost potranno finalmente godersi – in onda su Fox mercoledì 10 febbraio alle 21:00 - l'attesissima prima puntata della sesta e ultima stagione della serie sui naufraghi più famosi al mondo. In attesa di quello che si profila come un evento, MATTEO CONTIN spiega al sussidiario.net le ragioni del grande successo  

lostlogo_tvR375_9ott08.jpg(Foto)

Tra filosofia, scienza e un grande occhio per il marketing virale, per Lost è arrivato il momento della verità. Alla sesta e ultima stagione, in partenza mercoledì su Fox, è ora di scoprire cosa si cela dietro ai misteri disseminati in sei anni di programmazione e vedere, una volta per tutte, se la macchina da guerra architettata da J.J.Abrams e dal suo staff è così ben costruita da non deludere le aspettative altissime dei fan.

«Questa storia ha un inizio, una parte centrale e una fine: annunciando esattamente quando la serie finirà, sarà possibile far proseguire la vicenda nella giusta direzione al giusto ritmo». Più che con lo schianto del volo Oceanic 815 su un'isola tropicale e con la storia dei suoi sopravvissuti, è con queste parole del produttore Carlton Cuse (quasi una dichiarazione di intenti) che Lost arriva sul piccolo schermo nel lontano 2004, portando con sé una prima nota di originalità: Lost non viene confermata, come ogni altra serie, di anno in anno (tenendo conto degli ascolti e del gradimento del pubblico, che comunque è sempre rimasto alto, nonostante un naturale calo dopo le prime due serie), ma è messa in cantiere sin dall'inizio come un prodotto composto da sei stagioni. 

Questo dice già tanto sul metodo di lavoro dell’ideatore J.J. Abrams, capace di convincere la Abc non solo a produrre una serie a lunga gittata, ma anche una delle più costose della storia del piccolo schermo. Tuttavia, ridurre Lost a un'ottima operazione di convincimento del network o a una riuscita operazione di marketing sarebbe fare un torto alla serie che ha fatto riscoprire le potenzialità della narrazione seriale.

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