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SISSI/ La Cenerentola al contrario di Cristiana Capotondi sposta l'attenzione dalla fiaba alla realtà

La miniserie in due puntate Sissi, che si concluderà stasera si doveva confrontare con l'ingombrante precedente con Romy Schneider degli anni '50. ILENIA PROVENZI racconta a IlSussidiario.net come ci è riuscita e in cosa questa nuova Principessa differisce da quella che abbiamo amato per oltre sessant'anni

cristiana_capotondi_sissi_R375.jpg (Foto)

Elisabetta d’Austria, meglio conosciuta come Sissi, è una Cenerentola al contrario, che incontra la matrigna dopo aver conquistato il principe azzurro e scopre che il mondo straordinario in cui viene catapultata con il matrimonio, non è affatto la culla della felicità. La storia non è mai del tutto oggettiva e, in certi casi, la fantasia resta più impressa della realtà.

 

Così è successo con Sissi, imperatrice dalla vita tragica e infelice, ma traslata nell’immaginario collettivo come la protagonista di una fiaba ottocentesca: merito e colpa dei celebri film degli anni Cinquanta interpretati dalla splendida Romy Schneider, la cui Sissi è rimasta nel cuore e negli occhi degli spettatori fino ai nostri giorni.

 

Oggi, una nuova versione della storia arriva sugli schermi televisivi nella forma di una miniserie di firma austriaca (il regista Xaver Schwarzanberger), tedesca e italiana (Rai e Publispei), con Cristiana Capotondi nel ruolo che allora fu della Schneider: un’impresa ardita ma affascinante, che vuole rispettare la cornice fiabesca del primo incontro tra la principessa bavarese e il giovane imperatore Francesco Giuseppe, evidenziando allo stesso tempo gli aspri contrasti di corte.

 

Proverbiale è infatti lo scontro di caratteri tra Elisabetta, autentico spirito libero, e l’arcigna suocera, l’Arciduchessa Sofia, paladina della rigida etichetta di corte: la ribellione di Sissi si riflette in quella di altre principesse moderne – una su tutte, Lady Diana Spencer.

 

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