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TV/ Il Gran Concerto: il format della Carrà dove i bambini scoprono le emozioni della musica classica

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Bambini dai due ai tredici anni nel teatro di Torino, “tempio sacro” della musica classica, che si divertono a dirigere un’orchestra di adulti sulle note dell’Ouverture del Guglielmo Tell e scoprono la storia della principessa Turandot ascoltando la celebre aria del Nessun dorma. Tutto questo in un’atmosfera allegra, di gioco, di divertimento e di scoperta.

E’ un’ “inquadratura” di Il Gran Concerto, programma condotto da Alessandro Greco in onda su Rai Tre alle 9 tutte le domeniche, da settembre a Natale. L’idea di proporre una trasmissione dedicata ai bambini, con protagonisti i piccoli stessi è stata di Raffaella Carrà e Sergio Iapino, che hanno localizzato il format spagnolo El Concertazo. La proposta è stata accolta con favore dai dirigenti Rai, che hanno inserito il programma nella fascia di palinsesto tradizionalmente dedicata ai bambini (con il traino di E’ domenica papà), ottenendo dati di ascolti positivi e in deciso “crescendo” tanto da farne un programma “rivelazione”.

La consulente musicale del programma Fabrizia Francone racconta in un’intervista-chiacchierata a ilsussidiario.net le ragioni di un successo inaspettato di una format tv insolito che avvicina i bambini alla musica classica e alla lirica.

 

Un’idea venuta dalla Spagna – «La trasmissione si rifà al format spagnolo El Concertazo  - spiega la consulente mudsicale - acquistato da Raffaella Carrà e Sergio Iapino, che hanno deciso di farne un programma di dodici puntate.con la collaborazione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, per cui la sede Rai piemontese si è fatta carico di predisporre la produzione, che ha visto impegnato per tutto il mese di luglio, nell’Auditorium Rai, il cast, dei bambini il conduttore, l’orchestra, la televisione e la radio. Il programma è pressoché a costo zero, con un gran dispendio di energia per scenografie, coreografie costumi e macchinisti, attrezzisti, coreografi, regista, ma tutta la produzione è stata entusiasta. La cosa affascinante è che, al di là degli spot pubblicitari, è stato il passaparola tra le famiglie italiane a pubblicizzare il programma».

 

Bambini e musicisti - «I bambini sono stati scelti dalle varie “Estate ragazzi” , in età compresa tra i due e i tredici anni; il format spagnolo invece ha come target bambini dai 7 ai 13 anni. Si sono accostati alla musica con estrema spontaneità: dormendo o ballando o coinvolgendosi totalmente, il tutto divertendosi. Per l’Orchestra si è trattato di un’assoluta novità: i musicisti sono stati colpiti dalla presenza dei piccoli e hanno riscoperto il loro lavoro. Il programma ha interrotto la routine di prove e concerti e questi professionisti hanno gradito la presenza così viva e partecipe dei bambini».

 

La scelta della musica classica – «I format musicali per il target dei giovanissimi sono già presenti nei palinsesti televisivi, spesso si tratta di programmi misti con musica e canto, esiste come genere la musica per bambini. La nostra sfida è consistita nel far avvicinare i bambini alla musica classica, per definizione vecchia, pesante e "di nicchia". L’idea degli spagnoli è  stata di rendere un genere non di impatto semplicissmo qualcosa di avvicinabile e affascinante. Per qualcuno, forse, sarà la scoperta di un’attitudine o di un interesse che magari in altro modo non sarebbe emerso. Il tentativo è di far capire che la musica classica può divertire, piacere e smuovere un sentimento. Un aspetto da sottolineare è che nell’approcciarsi alla musica si affiancano grandi e piccoli, come accade nei balletti del programma, dove interagiscono bambini e ballerini professionisti. Lo stesso  accade nel suono degli strumenti musicali».

 

Il ricordo della Carrà - «Raffaella Carrà si è rivelata davvero intelligente, rivelando una grande apertura mentale nel proporre un programma lontano dal suo modo di fare televisione. Gestendo questa proposta si è affidata inoltre agli esperti musicali, costruendo un grande lavoro di equipe e rischiando in prima persona in un investimento umano notevolissimo. Ha inoltre rivelato un risvolto personale legato al Gran Concerto: da bambina è stata colpita e affascinata dall’esperienza della musica classica e ha voluto che anche ai bambini di oggi si aprisse un mondo magico di emozioni e sensazioni che solo le note di questo tipo di musica possono regalare».



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