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Magdi Allam dice "sì" al film scandalo di Wilders

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La causa dell'odio - Nel febbraio 2006 la pubblicazione in Danimarca di alcune vignette satiriche raffiguranti caricature di Maometto, mostrate poi in Italia in diretta televisiva dal ministro Calderoli, scatenano una violenta protesta che porta con sè una scia di morti e violenze. Qualche mese dopo scatena la medesima reazione il discorso di papa Benedetto XVI pronunciato a Ratisbona; origine della controversia una citazione a proposito della guerra santa. Stesso seguito è destinato ad avere il cortometraggio Fitna ("scontro"), (documentario di prossima uscita su un sito olandese) che bollerebe il Corano come "fascista" e Maometto come un "barbaro" . E' la convinzione di Magdi Allam, pubblicata oggi sul Corriere, che osserva: «Se dunque la reazione al film di Wilders, al discorso del Papa e alla scelta di Israele potrebbero risultare simili, pur trattandosi di eventi sostanzialmente diversi, significa che essi non sono la causa bensì soltanto il pretesto invocato per giustificare e legittimare un'ideologia di odio, violenza e morte. Che esiste - prosegue il vicedirettore del Corriere - a prescindere da questi eventi perchè è un dato fisiologico e storico di un islam che non ha mai conosciuto la libertà e la democrazia».

Il film dello scandalo
- Il vero contenuto del documentario, intanto, è ancora avvolto nell'ombra. Unica fonte, lo stesso autore, Geert Wilders, deputato populista olandese che, con astuta campagna pubblicitaria, da mesi preannuncia questa sua opera scatenando le reazione delle autorità, tra le quali il premier Jan Peter Balkenende, che incolpa l' improvvisato regista di scatenare una sicura guerra del terrorismo, e il segretario generale della Nato, il connazionale Jaap de Hoop Scheffer, che si dichiara preoccupato del fatto che le truppe possano trovarsi sotto attacco a causa di un film. Posizioni ontologicamente errate per l'editorialista della testata milanese che ribalta invece la questione: «Ciò di cui dobbiamo preoccuparci tutti è esattamente il contrario: la salvaguardia della nostra libertà d'espressione in un mondo globalizzato e la libertà di essere pienamente noi stessi a casa nostra. Noi abbiamo il diritto e il dovere di affermare e di difendere una civiltà dove a un film si replica con un film, a un discorso si risponde con un discorso».

Conto alla rovescia
- Wilders, in ogni caso, sostiene che il fimato sarà messo in onda a marzo e non sembra per nulla intimorito dalle reazioni che il conto alla rovescia di tale messa in onda sta suscitando nel mondo islamico: «Non solo tutti i musulmani del mondo ma anche tutte le persone di coscienza sono infuriate - dichiara il viceministro della Cultura iraniano Alireza Malekian -, il cuore dell' Islam è pieno di rabbia. Registi addestrati dalla Cia e dal Mossad sbeffeggiano l'amata religione dell'Islam». Quasi minaccioso il ministro degli Esteri iraniano Manoucher Mottaki quando afferma: «Non mi sembra una buona idea istigare le reazioni di oltre un miliardo e mezzo di musulmani». Ieri poi, a Kabul, 300 deputati afghani hanno sfilato giurando morte ai "nemici dell' Islam", mentre l'Egitto prepara il boicottaggio economico facendo tremare le gambe alla Nato: «Siamo tutti molto preoccupati - fanno sapere le Nazioni Unite per bocca del portavoce James Appathurai - per i potenziali efetti incendiari che il film può avere in Afghanistan».

Nessuna sottomissione - «Perchè mai - si chiede Magdi Allam - in tutto il mondo sono solo i musulmani che puntualmente reagiscono in modo brutale e violento quando si sentono offesi?». E prosegue: «Non possiamo in alcun modo sottometterci all'arbitrio e alle barbarie, perchè si tradurrebbe nel nostro suicidio come persone fiere e libere e nella morte della nostra nazione e della nostra civiltà». La pensa probabilmente come lui Franco Frattini, vicepresidente della Commissione Europea, che, seguendo la linea dell'istituzione per la quale la libertà d'espressione «non può essere limitata», asserisce che Wilders «può filmare quello che vuole». Si sbilancia invece in maniera maggiore l' eurodeputato Mario Borghezio che invita il collega olandese a Strasburgo.

I veri nemici dell'Islam
- In sintesi, per Allam, «i veri profanatori dell' Islam non sono Wilders, Benedetto XVI o Israele, così come non lo erano Theo van Gogh, Daniel Pearl e Oriana Fallaci. Lo sono invece gli stessi musulmani che disconoscono a tal punto la sacralità della vita da non esitare a massacrare altri musulmani facendosi esplodere anche nelle moschee, a costringere i cristiani a convertirsi con la violenza, a uccidere tutti gli ebrei perchè non avrebbero diritto ad esistere. Ecco perchè - conclude - dico "si" al film di Wilders. Non arrendiamoci al diktat dei taglia-lingua prima ancora che facciano la loro comparsa i taglia-lingua. Solo se sapremo difendere la nostra dignità come persone, potremo aver salva la nostra libertà come nazione e civiltà».


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