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Grande Fratello: ecco perché ha ancora successo

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Il 14 settembre 2000 partì l’evento mediatico italiano dell’anno, il Grande Fratello, il GF. Da lì in poi la parola reality show entrò nel nostro vocabolario. Anzi è diventato un fatto da analizzare a livello sociologico. Oltre alla puntata settimanale in prime time, sono state proposte fasce quotidiane pomeridiane, preserali e notturne, mentre un canale di Sky e adesso del digitale terrestre Mediaset lo manda in onda 24 ore su 24. Un vero bombardamento. Non nego di averlo visto, soprattutto per deformazione professionale, ma un fatto strano mi accadeva quando ne parlavo con le persone: molti negavano di averlo visto. Restavo stupito perché gli ascolti delle puntate in prime time erano attestati sul 37% con 9.800.000 persone. Una manna per Canale 5. Molti negavano, ma tutti ne parlavano, forse si vergognavano.

Il format è molto semplice: rinchiudere in una casa per tre mesi delle persone, riprenderle con telecamere notte e giorno, eliminarli uno alla volta ed al termine proclamare il vincitore. Un Truman show in cui i protagonisti sono però consapevoli. Tecnicamente uno sforzo di mezzi notevoli, telecamere a gogò (anche notturne), microfoni ovunque, trasmissioni continue, e poi registi, montatori, cameramen. Per non parlare della casa, ogni anno sempre più bella e confortevole. Un grande evento che ha dato occupazione a tanti addetti ai lavori.

Cosa fanno nella casa? Cazzeggiano, giocano, litigano, mangiano dormono, fanno la doccia, parlano di sé, etc. Francamente rinchiudere dei giovani bellocci e spiarli notte e giorno non so che aspettative e attese possa far nascere. Sicuramente idee pruriginose sia nei partecipanti che nei telespettatori. Su questo gli autori puntavano e questo si è verificato: O’Guerriero Taricone s’infrattò nascosto tra i cuscini e le tende con la bella (??) Cristina. Allora si era partiti con gli etero, poi negli anni si è passati al partecipante bisex, omosex ed infine una famiglia e un transessuale.

Per rendere la trasmissione appetibile per i telespettatori (e perciò per alzare gli ascolti e far contenti gli inserzionisti pubblicitari) sicuramente gli autori hanno dovuto nel corso degli anni sudare sette camice per rinnovarsi nelle idee e nelle situazioni. Hanno introdotto l’anteprima sotto vetro in piazza, i giochi, le gare, la stanza angusta della punizione, etc. Ultimamente al GF si è presentato il Pupone Totti, ma lo schema dell’ospitata famosa ormai non rende più.

Poniamo a questo punto alcune domande: gli autori dovrebbero dare gli spunti, redigere il canovaccio, stimolare, ma è così? Tutto ciò che succede nella casa è reale o finto? I protagonisti ci fanno, ci sono o sono imbeccati? Lascio a voi la risposta. Sempre sui partecipanti, il GF è una vetrina per cercare di sfondare nel mondo televisivo, ma di tutte le edizioni sono emersi di fatto solo in due: O’Guerriero Tarricone, che ha intrapreso la carriera d’attore (è in onda nella Nuova Squadra su Rai3), ed Eleonora Daniele conduttrice di Uno Mattina. E gli altri? Chi ha notizie mandi un’e-mail a Chi l’ha visto?. Dal GF in poi è stato un pullulare di reality: Survivor, la Talpa, la Fattoria, Musicfarm, il West di Parietti e Mazzocchi, il Circo,etc., molti dei quali chiusi in anticipo per scarsa audience. Gli unici che resistono sono il GF e L’isola dei famosi, ma gli ascolti di entrambi sono un po’ in discesa.

Snocciolo un po’ di noiosi numeri delle medie per le prime serate del GF: a parte il 37% della prima edizione, si è passati al 32% (autunno 2001), 33 % (primavera 2003), 34% (primavera 2004), 30,6% (autunno 2004), 31,6% (primavera 2006), 25% (primavera 2007). All’ottava edizione di corsa il cavallo inizia a rallentare, o meglio la formula sta diventando fiacca. A meno che? A meno che si aggiunga un po’ di peperoncino, e se il Cumenda sdraia la dottoressa e poi viene eliminato gli ascolti si impennano e da una media in prime time del 24% si è passati a due puntate al 28% e al 29%. Morale: il sesso funziona sempre per gli ascolti.

Faccio ora un parallelo, per confermare l’affermazione, con il reality che ha sfondato nel 2006 e che dovrebbe ripartire in autunno sulle reti Mediaset (Canale 5?), la Pupa e il secchione, e lì ritorniamo a parlare delle idee e degli autori. Semplice: basta mettere delle belle ragazze disinibite quasi sempre in tanga con degli intelligentoni imbranati ed il gioco è fatto. Contenuto zero, idee zero, ascolti buoni. Una furbata. Quasi mi dimenticavo: l’autore di punta delle Pupe è stato direttore della comunicazione per il Grande Fratello e, prima, consigliere per la comunicazione di D’Alema versione premier. Di esperienza sicuramente ne ha da vendere...

 



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