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CINEMA/ Kung Fu Panda: l'orso insegna che il presente è un dono

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Kung Fu Panda

Film di Mark Osborne, John Stevenson.

Genere: Animazione, colore

Durata: 95 minuti

Produzione: USA 2008

Distribuzione: Universal Pictures

Trama - Po è un giovane panda il cui padre (un volatile) gestisce un piccolo ristorante la cui specialità sono gli spaghetti cucinati con una ricetta segreta. Po fa il cameriere ma intanto sogna di poter essere un eroe del kung fu. In seguito a una predizione che lo vedrebbe come l'eletto Guerriero Dragone, viene ammessp alla scuola del Maestro Shifu. Ha così modo di incontrare i suoi idoli, i Furious Five: Tigre, Gru, Mantide, Aspide e Scimmia, i quali non credono che il grosso panda possa imparare il kung fu. Le speranze di farne un vero guerriero si affievoliscono e il giorno in cui Tai Lung, il vendicativo e fortissimo leopardo delle nevi, si libera dalla prigionia e parte alla ricerca di Shifu e del Guerriero le cose sembrano mettersi male. I Cinque sono pronti a sacrificarsi ma Po riserverà loro delle sorprese.

 

La Dreamworks non delude nemmeno questa volta: se Cars e Ratatouille sembravano inarrivabili, KungFu Panda non è da meno, anzi. Forse meno complessa ed elaborata la trama rispetto ai due lungometraggi di casa Pixar appena citati, ma il fatto di essere molto lineare rende la storia decisamente più comprensibile anche ai più piccoli, subito catturati dalla simpatia, dalla goffaggine e infine dalla grande forza che rivela il panda Po. Decisamente minori le citazioni, a differenza del terzo episodio di Shrek (Pixar) che richiedeva la conoscenza di un buon numero di fiabe. Senza voler svelare il finale di Kung Fu panda, la morale è esplicita e decisamente positiva: non esiste un segreto del dragone o una ricetta segreta per cucinare bene gli spaghetti. L' “ingrediente segreto” in realtà non è altro che il riflesso del proprio volto, quindi le proprie aspettative, la determinazione e la disponibilità ai sacrifici. Ingredienti indispensabili per raggiungere qualsiasi meta.

Non manca l'incontro con la morte: a metà circa del film se ne va il Maestro Oogway, tartaruga depositaria della saggezza e dei segreti del kung fu, unico a credere che Po possa farcela a superare i propri limiti e a imparare le arti marziali per salvare il destino del suo villaggio. La morte non viene rappresentata con la violenza del Re Leone, ma come il viaggio verso un'Altra meta: un passaggio che fa parte della vita, messo in scena in modo da far capire ai bambini di cosa si tratta, ma in modo davvero delicato.

 

Magistrali le scelte tecniche della Dreamworks. La sequenza iniziale a due dimensioni, (cartoon classico) lascia poi spazio al 3D, spiazzando lo spettatore, proprio per far notare la grande differenza tra il vecchio e il nuovo mondo dell'animazione. Arrivata al decimo lungometraggio digitale la Dreamworks comincia con Kung fu Panda a cercare una dimensione iconica in maniera più netta rispetto a Madagascar (dove per la prima volta, sebbene solo a tratti, il disegno cercava la stilizzazione), utilizzando tutti gli elementi della messa in scena, e non solo i personaggi, per raccontare una storia mantenendosi in un miracoloso equilibrio tra folle ricerca del realismo e formalismo raggiunto anche grazie all'innesto di molti esperti asiatici. Nonostante il film parli di animali che praticano le arti marziali ( i particolari degli animali sono davvero dettagliatissimi e li caratterizzano in maniera assolutamente pertinente con la relativa specie), la ricerca di dinamiche e azioni/reazioni realistiche da parte dell'ambiente nel quale sono inseriti i personaggi rimane la caratteristiche tecnica più forte e innovativa del film.

Un successo meritato, un film “trasversale” che fa ritrovare il gusto di andare al cinema ai grandi e può essere un buon inizio per conoscere il grande schermo per i più piccoli. Con la grande lezione della tartaruga Oogway: «Ieri è storia,domani è mistero,ma oggi è un dono…per questo si chiama presente!».

 

GUARDA IL TRAILER DI KUNG FU PANDA

 



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COMMENTI
19/09/2008 - Continuo a non capire... (Lorenzo Norfini)

La Pixar è una cosa e la DreamWorks tutta un'altra. Pixar = Toy Story 1 e 2, A Bug's Life, Monsters & Co., Alla ricerca di Nemo, Gli incredibili, Cars, Ratatouille e il prossimo Wall-E. DreamWorks = Zeta la formica, Il Principe d'Egitto, Eldorado, Galline in fuga, Spirit, Shrek 1, 2 e 3, Sinbad, Shark Tale, Madagascar 1 (e 2), Wallace e Gromit, Over the Hedge, Giù per il tubo, Bee Movie oltre a questo Kung Fu Panda. Per esempio io, nonostante che Kung Fu Panda non mi sia dispiaciuto affatto (certi proverbi buddisti, per esempio, nascono dall'osservazione della realtà e sono certamente condivisibili), considero i film prodotti da Pixar di qualità decisamente superiore rispetto a quelli prodotti da DreamWorks. E non solo dal punto di vista qualitativo ma per la stessa qualità delle storie narrate.